POZZUOLI – Nelle ultime settimane impazzano video e foto sui social network che ritraggono la Darsena di Pozzuoli, detta O’ Valione, quasi completamente all’asciutto. Immagini che stupiscono ed in alcuni casi preoccupano, soprattutto chi la ricorda prima della crisi bradisismica del biennio 1983-1984 quando l’acqua la riempiva per circa i due terzi. A determinare il fenomeno una serie di concause. Tra le principali vi è senza dubbio la fase ascendente in atto del bradisismo, che dal 2005 ad oggi ha prodotto in quell’area un sollevamento di circa 76 cm. A ciò vanno sommati gli effetti delle maree, particolarmente “intense” durante le fasi di luna piena (40-50 cm di ampiezza), e della mancata manutenzione sia del canale di ingresso/uscita sia del fondale.

BRADISISMO – Dopo la crisi bradisismica dell’82-84, che determinò un sollevamento del suolo di circa 1,8 metri, si è assistito ad una lunga fase discendente che non è stata però in grado di “riassorbire” completamente la deformazione. Dal 2005 il suolo flegreo ha ricominciato ad innalzarsi. Da allora ad oggi, il Rione Terra ha subito un sollevamento di circa 76 cm, di cui 42 cm a partire da gennaio 2016.  Negli ultimi due anni il tasso di sollevamento medio è stato pari a 0,7- 0,6 cm/mese, passando, a settembre 2020, al valore attuale di circa 1,3 cm/mese. Continuando di questo passo, l’effetto di prosciugamento sarà sempre più evidente.

MAREE E MANUTENZIONE – A contribuire al fenomeno, come già accennato, ci sono anche le maree, che nei periodi di luna nuova e luna piena (come in questi giorni), hanno maggiore “intensità”. Domenica scorsa 28 febbraio, ad esempio, la variazione massima tra bassa ed alta marea a Pozzuoli è stata di 50 cm. Naturalmente, gli effetti che si mostrano nel porticciolo dei pescatori dipendono dalla particolare conformazione dello stesso ed anche dallo scarso stato di manutenzione del canale di ingresso/uscita e dei fondali, che presentano accumuli di sabbia, detriti e rifiuti.
In città c’è anche chi sostiene che il fenomeno si sia accentuato in seguito al prolungamento del molo Caligoliano, ma per il momento non ci sono noti studi che lo attestino.