wavinbaBACOLI – A Bacoli, tra il lago Miseno e il mare, quest’anno prenderà forma la “Prima edizione” del Wavìnba, dopo quella dell’ottobre 2015 considerata dagli organizzatori stessi “Edizione zero”. Le associazioni Re_Arch, OTP – Well Done e Sfera hanno unito il loro sforzi per questo festival che si terrà in un unico appuntamento il primo luglio 2016 e sarà dedicato alla donna.  Come l’anno scorso sarà al Green Shade in via Lido Miliscola 54 a ingresso gratuito e darà tanto spazio alla musica ma anche ad artigiani e ad artisti che espongono le proprie opere. L’inizio dell’evento è previsto per le ore 20.

TUTTO AL FEMMINILE – Le Pms (Premenstrual Syndrome) saranno le prime a salire sul palco: due ragazze, Martina Mollo (piano, synth e voce) e Caterina Bianco (violino, synth e voce), conosciutesi al conservatorio S. Pietro a Majella, che partono dalla musica classica ed esplorano, sperimentano fino a creare una musica che tocca il cantautorato e l’elettronica. Come sottolineato dal duo stesso sul sito ufficiale, questa spregiudicatezza nel cercare nuove sonorità senza limite alcuno è giustificata dal loro nome, come quella “impunità che si concede alle donne quando affette da sindrome premestruale, giustificandone ogni eccesso perché dovuto a quella particolare condizione, condizione che è però dovuta semplicemente al fatto di essere donna”. Il loro primo EP, omonimo, è uscito il 5 febbraio di quest’anno. Le seconde a esibirsi saranno Fede ‘n’ Marlen: Federica Ottombrino (fisarmonica, chitarra e voce) e Marilena Vitale (chitarra e voce), aventi oramai una discreta notorietà nell’ambiente musicale campano. Nella loro musica le esperienze portate dal viaggio si intrecciano con le loro profonde radici napoletane: amore, ironia e piccole filosofie di vita sono avvolte da melodie sognanti. Con la fine del 2013 comincia lo “Stalattiti Tour” (nome del loro primo EP) che le porta a suonare in tutta la penisola italiana, in tappe importanti da Milano a Roma fino all’agrigentino, collezionando un attivo di 200 concerti. Attualmente al lavoro per il completamento del loro primo LP intitolato “Mandorle” su etichetta Europhone Records/Veloce Entertainment, prodotto da Jerry de Concilio con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Arcangelo Michele Caso.

FLO E LA SUA BAND – L’headliner sarà Flo (all’anagrafe Floriana Cangiano), accompagnata dalla sua band di indiscutibile caratura artistica e composta da: Ernesto Nobili, produttore artistico, (chitarre acustiche, bouzouki, toy guitar, organo, basso, cori), Michele Maione (percussioni e mandola) e Marco di Palo (violoncello). Dai testi originali e profondi, la musica di Flo prende energia dalle sue radici che entrano nella terra a Napoli per arrivare in tutto il mediterraneo o meglio nel suo “sud immenso e immaginario”. Nel 2014 ha pubblicato “D’amore e di altre cose irreversibili“ per l’etichetta partenopea Agualoca Records, disco che ha riscosso successo in Italia e all’estero. Il 13 maggio scorso è stato pubblicato “Il mese del rosario”, per Agualoca Records e distribuito dalla Warner Music. La serata sarà dedicata all’arte al femminile in molti dei suoi aspetti, ci saranno esibizioni di danza su tessuto, il live drawing e varie esposizioni di artiste locali che andranno dalla pittura alla fotografia. Come già ad ottobre, l’organizzazione del Wavìnba dimostra interesse e impegno verso la sostenibilità ambientale dell’evento, invitando le persone a riutilizzare il proprio bicchiere (con uno sconto sulla bevuta successiva), riutilizzando pallet e lattine per creare piccole aree relax, con l’intento di avere anche un impatto educativo sul pubblico.

GLI ORGANIZZATORI – La scelta di dedicare questa edizione alla donna viene dall’interesse per quell’aspetto della sostenibilità che riguarda il sociale e le pari opportunità. «È oggettivo che nel mondo odierno per molte donne la parità è ancora lontana e di conseguenza l’avere le stesse possibilità di soddisfare i propri bisogni. L’organizzazione del Wavìnba non è femminista e non crede che la donna sia migliore dell’uomo, – spiega Giacomo Scamardella, uno degli organizzatori – semplicemente cerca di giocare una piccola parte nel creare i giusti presupposti per una società migliore per tutti, più equilibrata, mostrando al nostro pubblico cosa sono capaci di fare le donne nell’arte e come riescano a donarci sensazioni che sono, per l’appunto, non necessariamente migliori ma diverse e comunque di forte impatto emotivo. Crediamo in un vivere migliore, nell’arte che ci accomuna, che ci fa capire quanto siamo in realtà simili, tutti fatti di carne e ossa e influenzabili da una melodia, da un ritmo capace di muovere qualcosa dentro di noi, da quell’energia che sprigiona e che sa farci stare bene.»