marina 4BACOLI – Davanti l’incanto della baia misenate, dietro il degrado assoluto. In mezzo a questi due scenari diametralmente opposti, a far pessima mostra di sé è una piccola porzione di spiaggia, oggi “terra di nessuno”, dove decine di bagnanti cercano di farsi spazio tra rifiuti d’ogni genere. E’ la porzione di arenile insistente nell’area della Marina Militare, incustodita da diversi mesi e trasformatasi in poco tempo in una piccola “cloaca a cielo aperto”. Lungo l’arenile vi si trova di tutto: bottiglie di vetro e plastica, cartacce, spazzatura assortita, lattine e quant’altro. Insieme, a far da cornice ai teli mare ed ombrelloni di quanti non intendono rinunciare alle vacanze in riva al mare, famiglie con bambini comprese.

marina 1LIDO A RISCHIO CHIUSURA – Purtroppo, a causa di un contenzioso con la società che gestisce lo stabilimento balneare, la struttura della Marina Militare potrebbe restare chiusa per l’intera stagione estiva. Di conseguenza, a farne le spese, sarebbero non soltanto i bagnanti e l’ambiente, ma anche e soprattutto i circa 30 dipendenti che sino a ieri, almeno per quattro mesi l’anno, hanno potuto godere di uno stipendio certo.

marina 2“PERSI” CENTINAIA DI POSTI AUTO – Cancelli chiusi anche per l’ampio spiazzale militare adibito a parcheggio, in grado di ospitare oltre un centinaio di posti auto. Ma anche di questo spazio, lo spettacolo che si offre al cospetto degli ospiti è a dir poco indecoroso: interamente avvolto dalle sterpaglie, risulta allo stato attuale inaccessibile. Eppure, proprio a causa del notevole flusso di residenti e turisti che affollano la nostra litoranea, l’area rappresenta un’importante valvola di sfogo per la sosta dei veicoli, in quanto dislocata in un punto nevralgico della frazione misenate: a pochi passi dagli arenili e dai tanti locali della movida.

marina 3L’APPELLO – Corale è l’appello che unisce gli affezionati della Marina affinché sia l’Amministrazione ad intervenire su ogni fronte, al fine di scongiurare caos e atti di vandalismo ed evitare che decine di lavoratori stentino a portare avanti le proprie famiglie. In un paese che potrebbe vivere di turismo ogni mese dell’anno, sarebbe imperdonabilmente drammatico lasciare che questa struttura turistico-balneare viva un’intera stagione di magra.