BACOLI – Finisce sotto i riflettori della Prefettura di Napoli la competizione internazionale di “Supermarecross” svoltasi lo scorso 24 gennaio sulla spiaggia di Miseno-Miliscola. Un esposto anonimo pervenuto al massimo responsabile provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica getta dubbi e perplessità sulle regolarità della gara di motocross e gli interventi messi in atto sull’area interessata per la creazione del tracciato.

supermarecross-660x330L’ESPOSTO – Era il 15 dicembre scorso quando attraverso una missiva indirizzata alla Lega Ambiente di Napoli, al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, al Prefetto, alla Capitaneria di Porto di Napoli ed alla Procura della Repubblica di Napoli, ignoti segnalavano “scempi ambientali” perpetrati ai danni della spiaggia insistente lungo la litoranea flegrea in vista della manifestazione che si sarebbe svolta di lì a poco. «Solchi profondi oltre 50 centimetri, macchie d’olio sulla sabbia, gas di scarico maleodoranti, inquinamento acustico»: è la descrizione che si fa del lungomare nella lettera fornita agli Enti sopra citati sollecitati ad intervenire «al fine di evitare ulteriori danni ad un ambiente già martoriato da depuratori malfunzionanti, discariche abusive, eccetera».

supermarecross bacoliLA DIFESA – A seguito della missiva, la Procura di Napoli decideva di chiedere delucidazioni al Comune di Bacoli «ma la trasmissione dell’atto, al Municipio non era pervenuta – spiega l’Amministrazione di via Lungolago, a cui abbiamo chiesto chiarimenti sulla questione – tant’è che è arrivato presso questo Ente un sollecito pochi giorni fa, il 18 aprile per l’esattezza, al quale risponderemo che ai fini della regolarità della manifestazione si è riunita una Commissione per il pubblico spettacolo che ha fornito parere favorevole». Con queste parole l’Assise rassicura quindi quanti in questi giorni temono per la salute delle nostre spiagge nonché delle bellezze paesaggistiche di cui la città è custode.

spiaggia di misenoI DUBBI DEGLI SCIENZIATI – Preoccupazioni non infondate in quanto la segnalazione anonima riporta agli onori della cronaca una vicenda che sembrava essersi assopita, ovverosia quanto avvenne proprio all’indomani dello svolgimento della manifestazione. Annunciata in pompa magna come l’evento dell’anno per i Campi Flegrei, la gara, tra l’altro fortemente voluta dal sindaco Josi Della Ragione e dal vicesindaco Marco di Meo, aveva fatto discutere e non poco in città a seguito della pubblicazione di un’inchiesta condotta dal giornalista flegreo Stefano Erbaggio il quale riportando i pareri espressi da alcuni scienziati in merito agli interventi condotti per la realizzazione del tracciato nonché al regolare svolgimento dell’evento, evidenziava l’altra faccia della medaglia, ovverosia il danno ambientale che tale manifestazione avrebbe potuto arrecare alla porzione di litoranea interessata.

UN’AREA PROTETTA”. Questo perché «la spiaggia di Miseno-Miliscola dove hanno sfrecciato le moto – si legge nell’articolo del giornalista, da sempre sensibile a temi inerenti la tutela ambientale – si trova all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (Sic), che rientra per più della metà all’interno del perimetro del Parco Regionale dei Campi Flegrei, a cui compete quindi la gestione secondo le disposizioni in materia di conservazione e gestione dei siti della Rete Natura 2000 approvate dalla Regione Campania». E il Parco, riporta il sito di Federparchi, «protegge un’area vulcanica attiva, del territorio della Campania, in continua evoluzione. Ciò ha determinato, nel corso dei secoli e nell’interazione con gli insediamenti umani, il formarsi di una incredibile varietà di valori, materiali e immateriali, unici al mondo, compresenti, in maniera inscindibile, in una porzione di territorio di limitata estensione». Stando così le cose, era dunque necessario anche un parere favorevole dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei? E se è vero che la spiaggia di Miseno-Miliscola rientra in un’area protetta, non dovrebbe essere oggetto solo ed esclusivamente di interventi tesi a creare un’economia duratura e stabile in grado di salvaguardarne la conformazione? «L’accelerare dei processi erosivi delle spiagge – conclude il giornalista nella sua ricerca – impoverisce un territorio che in futuro avrà spiagge sempre più piccole e per cui si renderanno necessari interventi di ripascimento altrimenti non necessari».