DSCN1991BACOLI – Potrebbe riaprire il Frutteto Borbonico, parte integrante del parco vanvitelliano del Fusaro. L’area, insieme con l’intero percorso ciclopedonale che attornia il bacino lacuale era stata interdetta lo scorso 10 agosto per motivi di sicurezza. Un’azione intrapresa dal commissario liquidatore del Centro Ittico Campano, Domenico Oriani, in veste di custode giudiziario dopo il sequestro del parco giochi, per mancanza di collaudo ed autorizzazioni. La notizia arriva dal Partito Democratico di Bacoli, impegnato in prima linea nella battaglia per la riapertura della pista ciclabile in perfetta sicurezza.

pista ciclabile 2IL SOPRALLUOGO – Ad effettuare un sopralluogo lungo l’intero percorso ciclopedonale, due tecnici comunali, i quali avrebbero appurato che gran parte del sentiero circumlacuale versa in stato di degrado e fatiscenza: completamente distrutti sia l’impianto di illuminazione che quello di irrigazione. Divelte e sconnesse anche le coperture di tavolato in legno dei canali di immissione delle acque bianche piovane che attraversano ortogonalmente la pista per poi confluire nel lago, così come il percorso su tavolato in legno che dopo il ponte della foce di Torregaveta conduce ai ruderi archeologici di età imperiale nei pressi della Spiaggia Romana.

cancelli“FRUTTETO AGIBILE” – La sola nota positiva riguarda invece l’ex Frutteto vanvitelliano, ritenuto dai comunali allo stato attuale agibile e percorribile per il pubblico. L’area che potrebbe tornare fruibile ai cittadini sarebbe quella compresa tra Piazza Rossini e il tratto che conduce fino al primo pilone dell’Enel, non oltre il primo canale di acque bianche. Nello stesso tempo, però, dagli Uffici fanno sapere le che strutture sequestrate dovranno essere ben delimitate ed opportunamente vietate.

pista ciclabile 3LA CRONISTORIA – Amaro e speranzoso al contempo è il commento dei Democratici in merito alle ultime vicende che hanno visto i riflettori puntati sul parco giochi dapprima inaugurato e poi sottoposto a sequestro all’interno del Frutteto: «In questi giorni e senza eccessivi clamori, abbiamo incontrato Comune e Cic. Ne è emerso finalmente un quadro più chiaro sull’intera vicenda, con alcuni importanti aggiornamenti – spiegano i membri del Partito Democratico, riassumendo le tappe fondamentali della travagliata storia che vede coinvolta la pista ciclabile del Fusaro – Il percorso, realizzato con 4.900.000 euro di finanziamenti europei, consegnato nel maggio 2006, non fu mai aperto al pubblico perché né Comune né Centro Ittico volevano assumersene la manutenzione. Anche dopo la conferenza dei servizi del 2 marzo 2010, in cui il Cic si assunse la manutenzione del percorso, anche dopo la delibera consiliare del 4 febbraio 2011 che ordinava l’apertura dei cancelli su piazza Rossini, il percorso rimase chiuso e quindi abbandonato al degrado ed ai vandali. Nel maggio-giugno 2013, cittadini attivisti, supportati dalle forze politiche di centro-sinistra e d’opposizione, con un’azione di forza e di denuncia, aprirono i cancelli e dopo aver ripulito l’intero percorso, ottennero il 5 agosto dello stesso anno una perizia di fruibilità ed una delibera di Giunta (n. 145 del 2014) in cui si delegava il Cic d’indire un bando per la manutenzione dell’intero bene. Quest’ultimo, però, si è sempre rifiutato, asserendo che la pista non fosse di propria competenza. Anche l’ex Sindaco, come i suoi predecessori di centro-destra, una volta eletto, non ha mai voluto risolvere seriamente la questione: non ha voluto regolarizzare i volontari presenti, non ha voluto definire la gestione del percorso, non ha voluto garantire la manutenzione della pista, nonostante le diverse ed allarmate segnalazioni dei cittadini, e nonostante una mozione del Pd che fu anzi affossata dall’ex maggioranza nel novembre 2015».

DSCN1991PARCO GIOCHI ANCORA SOTTO SEQUESTRO – «Le giostrine sono state la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno di suo – continuano i democratici – Che qualcosa non andasse (nella procedura, nelle autorizzazioni, nella location), è evidente. I responsabili hanno nome e cognome, gli esposti anonimi esistono solo nella fantasia dell’ex Sindaco, e non sono certo quelli del Pd sui quali il delirante ex Sindaco vuole scaricare responsabilità che invece sono solo sue. Ad ogni modo, l’apposizione dei sigilli ha fatto riemergere il “rimpallo” di responsabilità tra Comune e Cic che quindi ha deciso di chiudere tutto. La perizia, oggi, parla chiaro: quelle raccontate dall’ex Sindaco, secondo cui la pista sarebbe in buona parte agibile, sono solo fanfaluche, scoop errati di chi neanche conosce il proprio territorio: i tecnici comunali, purtroppo, hanno rilevato il percorso quasi per interno, salvo i primi 100-200 metri, inagibile».

PER IL PD: “TANTA STRADA DA FARE” – «Il Pd è per la riapertura perché chiudere un bene comune, sottratto a cittadini e volontari, non può che creare altro degrado. Non si può però essere soddisfatti di una soluzione, come quella che si profila, di una parziale riapertura del solo Frutteto. Questa deve essere solo un primo passo – aggiungono – Il secondo immediato passaggio è quello di ottenere la riapertura dell’intera pista, cominciando dagli interventi necessari per renderla agibile secondo le indicazioni dei tecnici comunali. Soldi, modalità, tempi saranno oggetto di un incontro con Commissario prefettizio e Cic che abbiamo già chiesto e che si terrà nelle prossime settimane».

L’ATTACCO ALL’EX SINDACO – Duro l’attacco conclusivo all’ex Primo Cittadino, accusato di portare avanti  «il suo disperato e morboso tentativo di restare al centro dell’attenzione, di riprendersi la poltrona, di strumentalizzare bambini, mamme e cittadini utilizzando la pista ciclabile del Fusaro». «Se all’ex Sindaco gliene fosse importato qualcosa della pista, allora perché non è intervenuto prima, quando poteva fare qualcosa, quando era Sindaco? O pensa che bastano i vamos dei suoi fans per scaricarsi di dosso le proprie responsabilità?»