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BACOLI/ Operaio “appeso” a un albero: è scontro tra consiglieri comunali

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BACOLI/ Operaio “appeso” a un albero: è scontro tra consiglieri comunali

operai1BACOLI – Un dipendente comunale è issato su un albero a circa tre metri dal suolo. E’ impegnato nella potatura del verde pubblico in Villa Comunale. E’ sprovvisto del benché minimo equipaggiamento di sicurezza. L’intervento di manutenzione richiede l’utilizzo di una piattaforma mobile, invece, facendosi spazio fra i rami, l’operaio si serve degli stessi come fossero pioli di una scala. Nessuna transenna delimita il cantiere. In un solo scatto fotografico plurime mancanze, procedurali e di prevenzione e gestione della sicurezza.

LA FOTO FA IL GIRO DEL WEB –La foto, scattata e poi pubblicata sul social network di Facebook con un telefono cellulare dalla consigliera Monica Carannante, esponente del partito di opposizione di Forza Italia fa il giro del web e in poco tempo monta la polemica. E’ la mattina del 22 gennaio: la foto viene scattata, per l’esattezza, alle 8,53 ed inviata immediatamente al sindaco di Bacoli affinché prenda i dovuti provvedimenti “prima che ci scappi il morto”. Per l’intera giornata la Carannante non riceve risposta alcuna in merito alla faccenda.

municipio bacoliSCATTA L’ INDAGINE INTERNA– Nella giornata di ieri, lunedì 25 gennaio, Mauro Cucco, consigliere Comunale incaricato alla Comunicazione Istituzionale risponde ad una nostra richiesta di informazioni circa un episodio che ha dell’incredibile. «Gli alberi sono stati potati prima del giorno in cui la Carannante ha messo la foto su Facebook, quindi non si capisce di cosa stiamo parlando – dichiara Cucco – Sull’uomo è scattata l’indagine interna per risalire a chi è e con il capo-area si sta valutando quale provvedimento disciplinare prendere».

PER CUCCO, FOTO ANACRONISTICA – L’attenzione si sposta quindi su di un’altra questione: la foto, a detta del consigliere, sarebbe stata scattata prima del 22 gennaio. Dunque, la Carannante avrebbe “falsato” data e ora di scatto?. «L’episodio non è inventato – sottolinea Mauro Cucco – non si riferisce a quel giorno specifico ma c’è stato. Ed è stato isolato perché il capo area ha specificato che le potature sono state eseguite con i cestelli e le gru, come sempre. Purtroppo l’operaio non ha voluto aspettare l’arrivo del cestello che stava qualche metro più in là per togliere un ramo penzolante».

 

 

monica carannantePARLA MONICA CARANNANTE – Insomma, un affronto bello e buono per la consigliera di FI, la quale si difende così: «Premesso che in quanto madre, moglie, figlia e rappresentante istituzionale, vuoi per senso del dovere, vuoi per il ruolo che ricopro, l’obiettivo del mio scatto era semplicemente quello di denunciare la pericolosità di un gesto scellerato per l’incolumità propria e di chi, in quel momento, si è trovato ad attraversare via Lungolago, evidentemente, il mio messaggio non è stato recepito».

foto monicaLE PROVE – «E’ assurdo che si metta in discussione la veridicità della data in cui ho scattato le fotografie, che sono disposta a mostrare in qualsiasi momento». E aggiunge: «Sono corsa in Municipio, avvisato chi di dovere e diffuso a mezzo internet un messaggio, quello della salvaguardia della vita umana e della prevenzione dai rischi che quell’uomo ha corso. La sicurezza sul lavoro è un diritto ma anche un dovere. Il Primo Cittadino e gli organi competenti hanno l’obbligo, dal canto loro, di supervisionare che un lavoro venga condotto nel rispetto delle norme di sicurezza. Con queste accuse si offende la mia persona, la serietà che da sempre mi contraddistingue. Non pubblico fotografie del genere per farmi ‘pubblicità’, ma per sensibilizzare i miei compaesani». «Affermazioni tanto gravi mi preoccupano sul serio, stanno portando il paese quasi in uno stato di regime dittatoriale dove anche l’evidenza viene negata. Ma la di là della data, spero che siano state prese le giuste precauzioni necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, prima che accada qualcosa di ancor più grave», conclude la Carannante dicendosi dispiaciuta per essere stata messa in discussione la sua buona fede.

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