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I “piccoli” giornalisti del Liceo “Seneca” che hanno realizzato il quotidiano scolastico

BACOLI – Al Liceo “Seneca” di Torregaveta nasce il quotidiano scolastico. Si chiama “La Voce del Seneca” il giornale di informazione e formazione, nato dalla sinergia di un gruppo di studenti uniti dalla passione per la scrittura e del giornalismo, il quale è stato presentato venerdì scorso  presso il Municipio del Comune di Bacoli. I ragazzi del Liceo, accompagnati dalla responsabile del progetto la Prof.ssa Adelaide Di Meo, hanno presentato il primo numero del giornale, che si è rivelato davvero interessante: mostra una buona impaginazione e 16 pagine ricche di contenuti, spunti ed approfondimenti riguardanti tematiche nazionali e locali. Dal terrorismo alla “Buona Scuola” con l’intervista al dirigente scolastico Tiziana Tuzi, da Shakespeare al teatro di Salemme e la poesia di Sovente passando per la Cumana e la cultura flegrea.

La prima tiratura del quotidiano scolastico "La Voce del Seneca"
La prima tiratura del quotidiano scolastico “La Voce del Seneca”

“IL CORAGGIO DELLA SCRITTURA” – Sul margine sinistro della prima pagina, l’editoriale a firma dell’alunna Sara Perna, dal titolo “Il coraggio della scrittura”, nel quale viene spiegato l’importanza della scrittura, e come essa sia connessa con il mondo dell’informazione, attraverso la quale un soggetto possa esprimersi liberamente. L’articolo inizia con una citazione del filosofo francese Voltaire: “Monsieur, non condivido nessuna delle vostre idee, ma sono pronto a morire perchè possiate continuare ad esprimerle”. Scrivere è dovere di informare, puro piacere, impulso di addentrarsi nella felicità o nel male di vivere, di ricordare, di alleviare il dolore. Imparare a leggere e a scrivere un giornale significa difendere le idee proprie ed altrui senza timore di essere messi a tacere perchè scomodi. E’ esercizio di libertà democratica sui banchi di scuola per non trasformare l’informazione in opinione, in presa di posizione allineata. La redazione ha lavorato con entusiasmo e, considerati i tempi ristretti, con grande responsabilità. Abbiamo scritto per noi e per chiunque sappia cogliere il coraggio della verità che tutti, dal primo all’ultimo redattore, ci siamo impegnati a raccontare. Ci rivolgiamo ai nostri compagni e non solo, ai lettori curiosi ed appassionati, ai diffidenti delle parole urlate, a coloro che riconoscono sogni che una penna come arma potente sa raccontare. E chissà…forse qualche lettore resterà in attesa del prossimo numero!”.