Un momento dell'incontro all'Ostrichina

di Manuela L. Cuccurese
BACOLI –
Nella gremita sala “Ostrichina” del complesso Borbonico del Fusaro a Bacoli, si è svolta la terza edizione del premio filosofico “Giambattista Vico in Italia e nel mondo”, una tre giorni – dal 20 al 22 marzo – dedicata interamente al pensiero e l’opera del grande filosofo napoletano. L’iniziativa, promossa dal Comune di Bacoli d’intesa con la “Società Filosofica Italiana” e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, rientra nel progetto “Villa Ferretti”, bene confiscato alla camorra che si spera possa finalmente ospitare l’evento dal prossimo anno. Quest’anno l’evento ha coinvolto oltre 250 studenti delle scuole italiane di secondo grado, i quali dovranno produrre un testo sulle tematiche affrontate nei lavori del convegno. Le prove finali avranno luogo il 9 e 16 aprile nelle aule della “Federico II” e i vincitori voleranno a Zagabria per partecipare al convegno di studi internazionali previsto per il prossimo luglio.

PROSSIMA EDIZIONE A VILLA FERRETTI – Il convegno che Bacoli ospita da tre anni ha ormai raggiunto carattere internazionale; intorno al tavolo del dibattito siedono esperti e studiosi di fama internazionale provenienti dalle università e centri studi di tutto il mondo, dall’Italia all’America latina, all’Europa orientale. «In tre anni questa manifestazione è cresciuta tantissimo e vedere centinaia di studenti affollare la Casina Vanvitelliana è per noi un motivo di grande orgoglio. – afferma il sindaco di Bacoli Ermanno Schiano – In un momento di congiuntura economica è giusto investire sulla cultura e sui giovani e il “Premio Giambattista Vico” rappresenta un’importante opportunità e una prestigiosa vetrina per il territorio. La prossima edizione del Certame – annuncia Schiano – si terrà finalmente a Villa Ferretti, la villa del mare, bene sottratto alla camorra e simbolo della lotta all’illegalità. Infine mi preme ringraziare, in particolar modo, la Dottoressa Cristina Di Colandrea e l’intero Settore Cultura del Comune di Bacoli che con il loro lavoro hanno reso questo premio il fiore all’occhiello della nostra attività culturale».

OPERA MASSIMA DI VICO – Quest’anno al centro delle riflessioni e degli interventi dei numerosi studiosi intervenuti al certame c’era l’opera massima di Vico, quella “Scienza nuova” in cui, forse più che altrove, il pensiero vichiano nella sua complessità si pone definitivamente come uno dei capisaldi della cultura moderna, della filosofia, del metodo scientifico applicato ai moderni studi storici, antropologici, linguistici, giuridici; un pensiero che dopo trecento anni non perde d’attualità e supera ogni confine se, come affermato con orgoglio anche dalla docente Sanja Roic dell’Università di Zagabria: «Il vostro Vico è diventato anche il nostro Vico».

CULTURA MOTORE PER L’UMANITA’ – Ma al di là dei temi discussi, ciò che più colpisce di quest’iniziativa non sono tanto i singoli contributi  degli studiosi ed accademici esperti del ramo, quanto la capacità della folta platea di giovanissimi studenti delle scuole superiori, di gestire ed elaborare un bagaglio di informazioni e conoscenze estremamente complesso dal punto di vista cognitivo, linguistico e finanche accademico.  «E proprio questo rilancia il concetto che la cultura è uno dei più grossi motori verso la crescita e l’evoluzione dell’umanità», hanno sottolineato anche il sindaco Schiano e l’assessore alla Cultura, Flavia Guardascione.