dimissioniBACOLI – Si sono riuniti nella giornata di sabato, 2 luglio, ed hanno firmato davanti ad un notaio le loro dimissioni. Lo hanno fatto “contestualmente” come prevede la legge, alla presenza dello stesso notaio De Bellis i 5 consiglieri di Bacoli Libera e i quattro componenti del centrodestra bacolese. Ma è proprio sui primi che l’attenzione mediatica e cittadina si concentra oggi più che mai. Tante le domande che si rincorrono sui social. Troppi gli interrogativi. Altrettante le ombre gettate sugli ex fedelissimi dai consiglieri di maggioranza rimasti al fianco di Josi Della Ragione. Attraverso un comunicato diffuso a mezzo stampa, Dario Perreca, Valentina De Cicco, Alessandro Radice, Antonio Carannante ed Alessandro Capuano spiegano le loro ragioni alla comunità, sottolineando come a far da padrone negli ultimi giorni di attività politica a Bacoli siano state continue offese e accuse reciproche.

bacoli libera“OFFESE E AGGRESSIONI VERBALI” – «L’ultimo mese della vita politica di Bacoli e dei suoi organi rappresentativi è stata contrassegnata da un crescendo di aggressività nei confronti di chiunque non mostrasse una assoluta accondiscendenza con la linea del sindaco, fino a clamorose ed evidenti violazioni delle regole – spiegano gli ex consiglieri di Bacoli Libera – Negli ultimi Consigli Comunali, del 29 e 30 giugno, il fuoco incrociato di offese e aggressioni verbali ha di fatto reso impossibile qualunque obiezione o critica, anche sulla disinvolta politica di alleanze opportunistiche, come quella col Pd. Un caso clamoroso e recente sono le due delibere regolarmente approvate su Ztl e Piano Urbano di Viabilità: il sindaco (che si vanta, a parole, di essere paladino della legalità) non le ha gradite, al punto da dichiarare, con pericolosa sincerità, che “… non metterò mai in esecuzione queste delibere approvate in Consiglio Comunale” (chi non se lo ricorda si guardi le registrazioni). Proprio un bell’esempio di legalità».

radiceINTOLLERANZA E INTIMIDAZIONI – «I casi di intolleranza e intimidazione dei dissenzienti sono stati sempre più numerosi e gravi, accompagnati da atti completamente al di fuori della legge: senza neanche avere il prescritto numero legale un Consiglio Comunale illegittimo (con la sola compiacente presenza dei 2 consiglieri Pd), pur di evitare uno sgradito confronto ha votato la decadenza della dettagliata mozione presentata da Bacoli Libera sull’importantissima questione del Centro Ittico Campano e della sua liquidazione. La tecnica ripetutamente attuata dal sindaco, con sempre minore successo, è stata quella di non rispondere mai nel merito: si è limitato ad una massiccia continua azione di autentica diffamazione dei dissenzienti, tanto più violenta sugli ex amici fuoriusciti da Free Bacoli. Tra le accuse più frequenti e ripetute nei confronti dei consiglieri che si riconoscono nel gruppo Bacoli Libera c’è quella di essere dei “traditori” e dei “venduti” (venduti a chi o per che cosa non si capisce) e di essersi messi in combutta con la destra, con quelli che “avevano affossato Bacoli”, insomma dei veri traditori. Vale la pena di ricordare ai più distratti che questa dolorosa ma doverosa azione di responsabilità ha l’unico scopo di lasciare il proprio posto e il proprio ruolo in Consiglio Comunale, impedendo, così al sindaco di fare altri danni con un esercizio dispotico e personalistico del potere».

foto opposizione
I quattro consiglieri di opposizione che hanno firmato le dimissioni

NESSUNA ALLEANZA CON IL CENTRODESTRA – «Non regge, perciò, neanche il minimo sospetto che ci sia stato qualche interesse da difendere: chi ha interessi cerca di rimanere avvitato al proprio posto non di lasciarlo in maniera risoluta ed immediata, libero da qualunque interesse o coinvolgimento: il sindaco e il suo gruppo possono dimostrare altrettanto? L’altra accusa, assolutamente pretestuosa, è quella di essersi alleati con gli ex avversari – concludono i dimissionari – Ma non si tratta di alleanza: nell’azione compiuta non c’è alcuna comunità di ideali o di programmi. Di comune c’era solo la consapevolezza della necessità di fare qualcosa che ponesse fine una buona volta ad uno stato di cose davvero increscioso, ai limiti della decenza civile, come è ormai chiaro a un numero sempre crescente di cittadini. Ripulito il campo da queste scorie, d’ora in poi ognuno riprende la sua strada, seguendo i propri criteri, i propri programmi e i propri ideali, comunque sempre nel rispetto di sé stessi e degli altri, anche se avversari. Speriamo fortemente che questo triste episodio costituisca una utile lezione per tutti noi, per evitare, in futuro, di restare vittime di errori e lusinghe da parte di populisti e demagoghi senza scrupoli: la reale trasparenza della vita politica e dell’amministrazione della cosa pubblica è responsabilità di tutti».

de ciccoLA DE CICCO CONTRO JOSI – E così, mentre il popolo del web si “spacca” tra “josiani” e sostenitori della vecchia guardia di Freebacoli, la “quota rosa” di Bacoli Libera, Valentina De Cicco, si concede un libero sfogo sul social network di Facebook. «Nessuna alleanza è stata fatta, ma siamo stati un pò machiavellici nelle azioni, in fondo dobbiamo ammettere che la scuola era quella – scrive l’ex consigliera – I valori per quanto mi riguarda sono gli stessi di sempre, l’esperienza è sicuramente aumentata parecchio. Davanti ad un consiglio che perde la sua sovranità il sovrano deve andare a casa! E questo è l’unico dato».

“MAI ACCORDI CON LA DESTRA” – «Non ho ricevuto nessun piacere, nulla in cambio dalla destra, e tanto meno mi potrei mai candidare tra le sue fila. Ho visto l’intervista del sindaco che alla domanda: “Pensa di aver fatto degli errori?”, risponde “Sì, non ho capito che delle serpi si stavano alleando con il centro destra”. Beh questa risposta si commenta da sola. Bacoli ha bisogno di molto di più di una politica fatta di slogan, di populismo, di tifo da stadio, insulti e illazioni. Per noi non è stato semplice, ci è costato molto!!!! Adesso invito i partiti tutti a riflettere, i cittadini a istruirsi e a non credere a slogan precostituiti, ma a ragionare. Un sindaco che dichiara in consiglio comunale i miei consiglieri non mi hanno mai chiesto niente e poi ci accusa di esserci alleati con la destra è un pagliaccio! Che vada a casa nel frattempo a riflettere sull’umiltà, sui metodi e su un sogno infranto. Io non sono felice oggi ma sono apposta con la mia coscienza, non credo che molti lo siano…», conclude Valentina De Cicco, pronta a difendere a denti stretti il perché di una firma che costerà cara all’intera cittadinanza.