josi e orianiBACOLI – Tre giorni fa la chiusura dei cancelli di accesso alla pista ciclabile del Lago Fusaro con l’affissione di un cartello “sospetto” che recita “Area Sottoposta a Sequestro Giudiziario dalla Polizia Municipale”. Da chi sia stato posizionato lì e a quale scopo, però, non è dato saperlo. La comandante dei caschi bianchi, Marialba Leone, smentisce categoricamente che sia un’iniziativa della PM. Stamane, inoltre, la notizia di un duplice avviso di garanzia: il primo ha raggiunto l’ex Sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, accusato di abusivismo edilizio; mentre il secondo è stato notificato a Domenico Oriani, commissario liquidatore del Centro Ittico Campano, la società pubblica che gestisce i laghi Miseno e Fusaro con i beni adiacenti.

giostre 1L’AVVISO DI GARANZIA – L’avviso, recapitato nella tarda mattinata di oggi, sabato 13 agosto, sarebbe legato all’intricata vicenda che negli ultimi giorni vede coinvolto il Frutteto Borbonico del Fusaro. Qui, la Polizia Municipale ha sottoposto a sequestro giudiziario l’area con il parco giochi, per mancanza di collaudo ed autorizzazioni. Una manovra, questa, cui ha fatto seguito l’immediata chiusura della Pista Ciclabile del Fusaro, ai margini del complesso borbonico, per volere di Oriani, ex presidente del Cic: un’azione intrapresa a tutela dell’incolumità pubblica e privata, con l’obiettivo di preservare la zona in cui sono scattati i sigilli nel frutteto del parco vanvitelliano.

DSCN1982GIORNI AD ALTA TENSIONE – Non si conosce ancora – nello specifico – quale sia la contestazione specifica mossa nei confronti di Oriani e Della Ragione. Ciò che è certo, è che la tensione a Bacoli è altissima: la chiusura del parco giochi in un’area ritenuta malsana e pericolosa per i più piccoli, non sembra essere andata giù a residenti, associazioni e talune forze politiche nonostante il nobile fine. Tuttavia, la faccenda è ben più complessa. Il sequestro delle giostrine sarebbe infatti soltanto la punta dell’iceberg. In questa stessa area giacciono ancora indisturbati rifiuti incendiati nel gennaio 2015. Lo spazio, con materiale di risulta, tronchi abbandonati, plastica e reti, non è stato mai bonificato.