POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera-denuncia di Eufemia Tufano, la nipote della donna di 80 anni morta ieri in via Pasolini. L’anziano marito della donna questa sera è stato soccorso dal 118 e portato via in ambulanza. Eufemia da giorni è bloccata nella sua abitazione di Napoli senza poter vedere né assistere gli zii.

LA LETTERA – Domenica in un’abitazione in via P.P. Pasolini a Pozzuoli, due anziani, vengono soccorsi perché caduti e trovati accasciati sul pavimento in condizioni pietose. Una vicina chiama il 118. Dopo ore mettono a disposizione un’ambulanza per effettuare un sopralluogo, il personale medico ritiene di non aver riscontrato i presupposti per un ricovero. Nel pomeriggio della stessa domenica l’anziana signora ricade e a questo punto il 118, dopo che la signora era stata più di 4 ore immobile ed estremamente sofferente sul pavimento, la preleva e la ricovera presso l’ospedale La Schiana a seguito della rottura del femore e della spalla. Il marito, indigente, viene lasciato a casa da solo senza alcuna assistenza. Abbiamo interpellato i servizi sociali e la protezione civile che hanno ritenuto, nonostante le innumerevoli sollecitazioni, di non dover fare niente. I pompieri, a loro volta interpellati perché non si avevano più segnali dell’anziano lasciato da solo, si sono rifiutati di entrare per il timore di un eventuale contagio.

Gli unici che hanno risposto all’appello sono stati i carabinieri che, soltanto ieri da domenica, si sono prodigati per farci contattare dai servizi sociali, che ad oggi, escluso il pasto che hanno fatto pervenire all’ammalato, non si sono occupati di altro. Le ambulanze che, per 4 volte si sono recate presso l’abitazione, non ultima quella di oggi, hanno ritenuto opportuno lasciarlo a casa….Come si può lasciare a casa una persona impossibilitata a camminare, mangiare, badare a se stessa e anche incapace di comunicare perché non in grado di raggiungere il telefono? Quest’uomo è in queste condizioni da domenica. Il suo medico curante, interpellato dalla nipote della signora, nel frattempo deceduta, si è recato dall’anziano e nonostante le condizioni e quindi il suo suggerimento di fare degli approfondimenti, si è astenuto dal prescrivergli un ricovero. Condizione, appurata dai carabinieri e dalla croce rossa. Il medico di base, a detta dei vicini, si è rifiutato di chiamare un’ambulanza e i servizi sociali. Lo stesso medico curante, ad oggi non ha neppure sollecitato la Asl per la richiesta del tampone necessario, da ieri, a seguito del decesso della moglie dell’ammalato risultata positiva al virus.

Ieri, è stato interpellato il Sindaco Figliolia, che ringrazio per aver preso immediatamente a cuore la vicenda, in pochissimo tempo ha inviato la croce rossa ed ha confermato le pessime condizioni dell’anziano, affermando che l’assistenza non era di loro competenza. Lo stesso sindaco ha inviato un’ambulanza, che, stranamente, ancora una volta, nonostante le condizioni precarie e assurde, ha ritenuto opportuno lasciarlo a casa. La moglie è deceduta ieri. Mio zio, da domenica è stato completamente abbandonato a sé stesso, perché le istituzioni temono il contagio…niente tampone, niente assistenza… e, da stamane più nessuna notizia. L’ultima ambulanza è arrivata oggi intorno alle 16 e, il personale medico, si è lamentato di essere stato chiamato. Finalmente stasera, dopo tanto tempo, mio zio di oltre 80 anni è stato portato via!