bam canedi Simona Vitagliano

AMICI ANIMALI – Nel corso del tempo, purtroppo, si impara a capire che le cose non sono sempre tutte bianche o tutte nere ma esistono milioni di sfumature. Soprattutto, si impara a guardare oltre la superficie e a catalogare le cose in un modo molto diverso da quello che l’apparenza sembrerebbe suggerire. Esattamente come esistono cattivi genitori che non sanno di esserlo e che rovinano definitivamente, spesso, la vita dei propri figli, forse addirittura senza rendersene conto o volerlo, così esistono cattivi padroni che non riescono a prendere consapevolezza degli errori che fanno.
ANTROPOMORFIZZAZIONE – Il primo errore che si fa con gli animali, seppur a fin di bene, è antropomorfizzarli, renderli umani, non rendendosi conto che così i loro bisogni primordiali di animali vengono messi in secondo piano o addirittura cancellati. Trattare gli animali (che siano cani, gatti ma anche piccoli animali) come bambini privandoli dei loro piaceri istintivi è come una mancanza di attenzione, come una disattenzione nei riguardi della totalità delle loro esigenze, ed è una cosa che non va sottovalutata. Ho visto con i miei occhi padroni che amavano i propri cani più della loro vita ma trattarli come bambini compiendo errori madornali. Qualche esempio? Una signora per permettere al proprio cane di salire sul letto le lavava ogni santo giorno le zampine con l’amuchina o la varecchina. Inutile dire che il cane ogni tanto vomitava e “lei non capiva perché”. Ancora, una ragazza lavava le parti intime della sua cagnolina con il Chilli Rosa, un sapone intimo per uso umano ovviamente non adatto per i cani che hanno un PH della pelle diverso (motivo per il quale i cani non andrebbero lavati con shampoo o bagnoschiuma per uso umano, tra l’altro). Il risultato è stato che a fine chiacchierata ho visto che la sgridava perché si leccava la pomata dalle parti intime “che sono sempre irritate”, mi ha detto. Ma nessuno di questi padroni incredibilmente riesce a fare il 2+2 e questa è la cosa più grave, perché implica che non verranno presi rimedi.
RUOLI – Altro errore classico è il fatto di non farsi rispettare. Che si possegga un solo cane o un branco o tanti animali la cosa fondamentale è instaurare un rapporto di gerarchie. Noi, per amore, non siamo portati a costruire rapporti del genere, ma gli animali sì, hanno bisogno della gerarchia per poter andare avanti, tant’è che la strutturano addirittura tra loro nel tempo automaticamente! E’ importante che i nostri amici ci percepiscano come “il capo” altrimenti penserebbero di esserlo loro o peggio, si sentirebbero smarriti senza un punti di riferimento, con gravi difficoltà poi spesso difficili da correggere in età adulta; perché si sa, da cuccioli è facile permettere loro di fare qualunque cosa tanta è la tenerezza che ispirano! Non parliamo di addestrare i cani come robot, cosa che non piace nemmeno a me, ma semplicemente che in famiglia (perché loro sono componenti della famiglia a tutti gli effetti) ci siano delle regole ben precise e dei diritti e doveri stabiliti che noi e loro abbiamo vicendevolmente. Un cane ingestibile sarà un cane non solo maleducato, ma che potrà mettersi in pericolo molto facilmente se non ci percepisce come “capo” e non segue i nostri richiami. Pensate se si spezza il guinzaglio, se gli sta antipatico qualcuno dei nostri amici o peggio, dei loro figli. Pensate se entrano in rivalità con altri animali in mezzo alla strada o se semplicemente si mettono in pericolo e non sono abituati a rispondere positivamente al nostro richiamo. Sarebbe molto facile che situazioni apparentemente risolvibili precipitino in disastri senza soluzione! (Possono mordere qualcuno, azzuffarsi con altri cani, andare a finire sotto un’auto in corsa o farsi del male). E’ quindi veramente importante che in famiglia ci siano ruoli e gerarchie ben definite, il tutto, ovviamente, supportato da tanta pazienza, amore e perché no, anche qualche vizio! Ma per ogni padrone troppo permissivo ce n’è anche uno però che, al contrario, non lo è per niente.
gattoLE CONDIZIONI MINIME – Li senti chiamare “figli” i propri animali, li vedi incorniciare le loro foto quando volano via sul ponte e tenerli sul comodino per tutta la vita e poi li vedi fare cose atroci che nemmeno il peggior aguzzino farebbe. Mi sono ritrovata qualche settimana fa ad andare a casa di una persona che ha due gatti bellissimi. Parlava con loro dicendo “a mamma” ma li teneva in condizioni assurde. Chiusi in una gabbia minuscola, che a stento comprendeva una lettiera, una ciotola per l’acqua e una vuota che, immagino, fosse adibita al cibo, ci guardavano e miagolavano perché, naturalmente, volevano uscire. Lei mi ha spiegato che quando esce non può tenerli liberi perché le sfasciano tutti i preziosi ninnoli che ha in giro per casa, inclusa la cornice che contorna la foto di uno dei suoi gatti che non ci sono più, che ha piazzato su una colonnina nel salone. Mi ha detto che quando li libera in casa mette tutti i ninnoli da parte, altrimenti, in genere, li tiene fuori, in giardino/terrazzo. Quando poi ho sentito dei rumori provenire dal piano superiore mi ha detto di avere un figlio che però non è in grado di badare a loro quando lei non c’è. Mi sono presto resa conto che il figlio, nella sua camera, faceva la stessa vita da prigioniero dei gatti, attaccato al microfono a giocare alla Playstation con la porta sbarrata e la madre tutta in tiro, pronta per uscire a far baldoria. Che genitore è questo? Che padrone è? E soprattutto, che armi abbiamo noi per contrastare delle realtà del genere che strizzano l’occhio al maltrattamento animale e quindi ad un reato penale? Una situazione simile mi capitò anche anni fa, all’epoca gestivo la sede di una associazione animalista.

CANI DA BALCONE – Recandomi all’ufficio postale vedevo sempre questo cane fuori ad un balcone, con la sua cuccia a casetta e le finestre sbarrate per far in modo che non entrasse in casa. A qualunque ora del giorno e della notte passassi le condizioni erano quelle. Ero pronta a denunciare ma poi mi venne detta una cosa:” poniti sempre la domanda fondamentale: tra il canile/gattile e la situazione attuale cos’è meglio? Seppur a malincuore, compi la tua scelta solo dopo esserti risposta a questa domanda”.
Ed è proprio così. Purtroppo a volte si instaurano dinamiche familiari, umane e animali, sbagliate e si può intervenire soltanto con gentilezza, offrendo una mano ed evitando di giudicare, per far in modo di non apparire invadenti ed aggressivi e di poter essere davvero ascoltati perché spesso, e si stenta a credere, queste persone amano “davvero” i propri animali!
IN CONCLUSIONE – La sostanza è che non bisogna essere né troppo permissivi né troppo rigidi nei confronti dei bisogni, dei diritti e dei doveri dei nostri amici animali, semplicemente è utile farsi rispettare e costruire una buona gerarchia, fondata sull’amore e sul rispetto, e non sulla paura. E’ importante seguire i nostri animali quando ci chiamano perché così loro seguiranno noi quando li chiameremo, instaurando un vero e proprio rapporto di fiducia reciproca. E’ importante inoltre non dimenticare MAI che loro hanno esigenze differenti dalle nostre, in tanti casi, e che quindi umanizzandoli possiamo più nuocere che aiutare. Infine, quando ci ritroviamo davanti a qualche situazione limite come quelle descritte, è importante chiedersi cosa è davvero meglio per l’animale, con che vie possiamo aiutare e attraverso quale tipologia di dialogo possiamo interagire con i padroni, per far in modo di essere ascoltati. Perché non tutti i cattivi padroni sanno di esserlo né tantomeno ammettono facilmente di esserlo.