POZZUOLI – Il disegno e la pittura sono attività ricreative predilette dai bambini, soprattutto nel periodo dell’infanzia. La creatività, nel primi anni di vita, deve essere stimolata, affinché tali attività siano un mezzo per attivare l’estro intellettuale in futuro. Colorare, dipingere, pitturare sono atti ben consigliati dai pedagoghi e dagli educatori. I bambini, oltre a divertirsi, imparano storie, leggende e tradizioni che appartengono agli usi e costumi nostrani. Così, spinti dal principio dell’immaginazione, le pareti del Plesso “Collodi 3” della Scuola IC3 “Rodari-Annecchino” di Monterusciello sono state disegnate e dipinte grazie ad un progetto formativo. Il Dirigente Scolastico, Stefania Manuela Putzu, ha incaricato un Maestro flegreo d’eccezione: Antonio Isabettini, che ha raccontato ai piccoli alunni curiosità flegree, patrimonio della nostra Terra, poiché fin da piccoli si insegnano le radici.

IL PROGETTO – Il murales dell’IC3 è ispirato ad un’altra creazione del Maestro, sita a Pozzuoli, sul pendio “San Giuseppe”. L’opera del 2014 – eseguita da Isabettini, in collaborazione con l’Associazione Kyme – abbellisce le strade puteolane, e riprende i quattro riferimenti classici: terra, fuoco, acqua, aria. Le spirali del prodotto artistico, incentrato circa il tema dell’acqua, riecheggiano il mare del litorale flegreo, e sono di taglio caratteristico, difatti il colore blu oceano e la geometria ciclica fanno ritornare alla mente i cipressi dinamici di Vincent Van Gogh. Il Maestro ha narrato ai bambini: «la leggenda del delfino Simone», animando la fantasia di ognuno di loro. Infatti, gli scolari hanno cercato di dare un nome al co-protagonista della storia antica di Isabettini; quindi oltre al delfino c’era: “Procolino”, il fanciullo che riprende il nome del Santo Protettore di Pozzuoli, scelto dagli alunni della scuola dell’infanzia.

LA STORIA – Le maestre, avendo visto il murales “marino” di Isabettini, hanno coinvolto il Maestro in questo progetto. La storia, che risale alla mitologia flegrea, ben si adatta alla narrazione scolastica. La leggenda ci viene tramandata da Plinio il Vecchio – vissuto dal 23 fino al 79 d.C. – nel suo trattato naturalistico ed enciclopedico «La Naturalis historia», studiato ancora oggi tra i banchi. Abbiamo intervistato il Maestro Isabettini, per sapere tale mito arcaico: «Nelle acque del “Portus Iulius” tra Baia e Lucrino c’era un bambino (Procolino, ndr), che si recava la mattina a scuola presso Puteoli. Camminando lungo il litorale, incontrò il delfino Simone, diventando suo amico, perché durante il tragitto il fanciullo gettava dei pezzettini di pane per la colazione. Così, dopo poco, il delfino gli offrì il dorso e lo portò con sé fino a Pozzuoli, accompagnandolo a scuola. Simone aspettava il suo amico, ritornando insieme verso Baia. Purtroppo, un giorno il bambino si ammalò e morì, dopodiché il delfino Simone conosciuto il dispiacere, morì di dolore.» Gli alunni hanno dipinto il murales con entusiasmo e fantasia, oggi, l’opera è conclusa.