conferenza su dipendenze patologiche MdpMONTE DI PROCIDA – La città affronta la tematiche delle dipendenze, degli effetti e delle conseguenze sul territorio in un modo insolito e innovativo, con un incontro tra varie figure professionali e i cittadini. Si è tenuto l’altra mattina, presso il Laboratorio delle Arti il Seminario dal titolo “L’Alcol, La Dipendenza e Le Relazioni”, organizzato dal Comune di Monte di Procida, dal dott. Antonio Trabasso – Responsabile dell’Unità di Psicologia della Casa di Cura Villa dei Fiori di Mugnano di Napoli – in collaborazione con l’Asl Napoli 2 Nord, la Presidente dell’Arcat Campania, dott.ssa Anna Coppola; la dott.ssa Pasqualina Sica Maya Studio e con la collaborazione dei Gruppi di auto-aiuto Alcolisti Anonimi, Giocatori Anonimi e i gruppi Overeaters Anonymous (MangiatoriCompulsiviAnonimi)

CREARE UNA RETE – «La scelta del luogo, diverso dai contesti medici abituali in cui si è soliti affrontare queste tematiche – ha spiegato il dottor Trabasso, moderatore – nasce dall’idea di cominciare a creare intorno a questa problematica una rete che faccia sentire tutte le istituzioni coinvolte, professionisti, famiglie, scuole, un luogo dove l’arte incontra, mette insieme persone con vissuti ed emozioni, dove l’interscambio culturale apre mondi. Mondi spesso soffocati dalla dipendenza, quindi un luogo dove si è dato spazio a diverse riflessioni e ci si è interrogati sulle implicazioni socio-culturali e sulla importanza del dialogo come precursore di senso».

I PARTECIPANTI – L’evento, coordinato dal dottor Antonio Trabasso Psicologo-psicoterapeuta, ha visto la partecipazione del sindaco, Giuseppe Pugliese che ha mostrato grande interesse per la tematica. Sono seguiti contributi di diversi esperti del settore, tra cui il dott. Giorgio Di Lauro, Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Napoli 2 Nord, la dott.ssa Monica Vanni Responsabile Sert e Alcologia di Pozzuoli, la Presidente dell’ Arcat Campania (Club Alcologici Territoriali), dott.ssa Anna Coppola, la dott.ssa Pasqualina Sica Maya Studio, i gruppi Alcolisti Anonimi, Giocatori Anonimi, Overeaters Anonymous e varie testimonianze dei gruppi Al-Anon (Gruppi Familiari Alcolisti),e GAM-Anon (Gruppo Familiari Giocatori)

LE TESTIMONIANZE – Nel corso di tale incontro è stato interessante notare, come nelle dipendenze, in un mondo ricco di teorie, di voci e piani terapeutici spesso anche in contrasto tra loro, ciò che è emerge è l’importanza di ritrovare il soggetto che si nasconde dietro l’abito sintomatico. «Spesso si cade nel pregiudizio che il Dipendente/Tossicomane sia perso in un vizio – spiega il dottor Trabasso – La droga, l’alcol o altre forme di dipendenza richiamano nell’immaginario collettivo un vizio quando invece sono delle stampelle immaginarie a cui il soggetto precariamente si tiene. Nel corso del seminario, ciò che è stato interessante vivere ed osservare, anche attraverso le testimonianze dei familiari e dei pazienti coinvolti, è l’importanza di contattare il soggetto che si nasconde dietro l’abito sintomatico della dipendenza. Questo può avvenire solo attraverso una relazione autentica libera da stereotipi e da pregiudizi, poiché, appunto, dietro ogni sintomo c’è sempre una persona».