Rissa tra ultrà a Pozzuoli: denunciato anche il tifoso ridotto in fin di vita
POZZUOLI – Sale a dodici il numero degli ultrà arrestati e denunciati per la rissa di domenica scorsa a Pozzuoli. Il nuovo nome che si aggiunge alla lista – destinata a crescere ancora – è quello di Mario Spedaliere, il 34enne tifoso del Portici ridotto in fin di vita da un colpo ricevuto con bastone che gli sarebbe stato inferto da Emanuele Alfano, il 19enne reo confesso. Un atto dovuto, inevitabile alla luce delle indagini condotte dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli (diretti dal vicequestore Raffaele Esposito) e dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli (coordinati dal capitano Raffaele Castanò). Spedaliere invece non risulta tra i tifosi colpiti da Daspo: per dieci il Questore ha emesso un divieto per la durata di 5 anni, mentre per un 22enne di Pozzuoli è stato applicato un divieto di 10 anni in quanto recidivo.
LE INDAGINI – Secondo quanto ricostruito, Spedaliere avrebbe preso parte alle violenze insieme all’amico Eduardo Marino, il 38enne ultrà del Portici arrestato martedì notte insieme ad altri sei tifosi della Puteolana. Al vaglio degli inquirenti ora ci sono i fatti che hanno anticipato la rissa, accaduti in Piazza Aldo Moro nei pressi di una caffetteria dove, secondo quanto si vede dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, a scatenare le prime tensioni sarebbe stato un gruppetto di tifosi del Portici che, poco prima, si sarebbe staccato dal gruppone messo sotto scorta dalla Polizia. Tensioni in piazza sedate grazie all’intervento di due agenti che avrebbero evitato lo scontro tra le tifoserie. In particolare, in un video si vedono i tifosi del Portici aggredire gli agenti che avevano fermato un ultrà che, successivamente, sarà poi denunciato per resistenza.





























