POZZUOLI/ Branco di giovanissimi semina il panico: lancio di bottiglie contro i passanti, fermato un minore
POZZUOLI – Attimi di tensione nella notte tra sabato e domenica a Pozzuoli, tra Piazza a mare e il lungomare Cristoforo Colombo, dove un gruppo composto da una ventina di giovanissimi avrebbe dato vita a violenze culminate nel lancio di bottiglie di vetro contro alcune persone in fuga. Ad evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento di un poliziotto del Commissarito di Pozzuoli – diretto dal vicequestore Raffaele Esposito – che libero dal servizio si trovava nei pressi del porto. L’agente è stato attirato dalle urla provenienti dal gruppo. Tra gli schiamazzi avrebbe udito la frase, pronunciata con tono particolarmente aggressivo e in dialetto puteolano “Oh! Chi t’é muort”.
IL LANCIO – Pochi istanti dopo, il gruppo si sarebbe radunato nei pressi di Piazza a Mare per poi dirigersi verso la discesa che porta alla banchina dove alcuni dei presenti avrebbero iniziato a scagliare bottiglie di vetro contro una o più persone che cercavano di allontanarsi per evitare di essere colpite. Il poliziotto, resosi conto della gravità della situazione, avrebbe seguito il gruppo senza mai perderlo di vista fino ai giardinetti adiacenti al Commissariato di Pubblica Sicurezza, riuscendo a bloccare uno dei presunti partecipanti.
L’INTERVENTO – Il giovane, risultato minorenne e residente a Pozzuoli, è stato accompagnato negli uffici di polizia per gli accertamenti. Successivamente è stata contattata la madre, esercente la responsabilità genitoriale, alla quale il ragazzo è stato riaffidato dopo le formalità di rito. Nei suoi confronti è stato avviato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni con l’ipotesi di reato di lancio pericoloso di oggetti, in concorso con altri soggetti tuttora in corso di identificazione.
LE INDAGINI – L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle cosiddette “baby gang”, una realtà che desta crescente preoccupazione in molte città italiane. Gruppi di adolescenti, spesso mossi da dinamiche di emulazione e dal senso di forza derivante dall’agire in branco, arrivano talvolta a mettere in pericolo la sicurezza pubblica con comportamenti violenti e imprevedibili. Le indagini proseguono per identificare tutti gli altri componenti del gruppo e ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, anche attraverso l’eventuale acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.





























