POZZUOLI/ «Una presta libertà» Videochiamata col detenuto durante lo spettacolo neomelodico a Toiano
POZZUOLI – Il solito palchetto abusivo, l’impianto acustico, le luci, il cantante neomelodico che invoca una «presta libertà» al detenuto collegato in videochiamata. Al centro dello spiazzo, davanti alle “case dei puffi” del Rione Toiano, c’è un bambino che piange, commosso dalle parole intonate da Luca Formisani che riconducono a malavita e detenzione. Un triste spaccato di società che racconta quello che ormai è diventato un rituale che mette al centro ancora una volta un minore, a cui vengono propinati modelli che vanno oltre il semplice gusto per il trash. «Tu nun e chiagnere, nuje sim nat per vincere, tu nun e chiagnere che natu poco tutto finisce». Ad un certo punto dal pubblico passano uno smartphone a Formisani: dall’altra parte c’è il papà del bambino che all’indomani festeggerà la sua prima comunione.
LO SPETTACOLO – «Ho parlato con l’avvocato, mi ha dato buone speranze. Una presta libertà a tuo marito» poi il messaggio rivolto alla madre del piccolo, la moglie del detenuto. Tra balli e canti, lo spettacolo è andato avanti per l’intera serata, portando in strada la gente del rione. Lo slogan «Simm ‘e cchiù forti» e una bottiglia di spumante stappata dal bambino prima dell’esplosione dei fuochi d’artificio (anche quelli vietati, ma è un dettaglio davanti a tutto il resto) hanno illuminato la notte davanti le case dei puffi, per anni la roccaforte del clan Longobardi-Beneduce dove oggi si annidano le nuove leve della camorra.





























