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Politica Quarto

QUARTO/ Rendiconto 2025, l’opposizione attacca «Conti perfetti solo a parole»

QUARTO/ Rendiconto 2025, l’opposizione attacca «Conti perfetti solo a parole»
  • Pubblicato22 Maggio 2026

QUARTO – Nel Consiglio comunale odierno, tra i punti all’ordine del giorno figurava l’approvazione del Rendiconto 2025, sul quale il sindaco Antonio Sabino ha presentato un quadro ottimistico: conti in ordine, gestione impeccabile e un comune pronto a diventare “città”. Visione ottimistica a cui ha risposto il gruppo consiliare di opposizione “Avanti Quarto”, che ha portato in aula una lettura dei fatti diversa, fondata sugli atti e sulla relazione dei Revisori. «Dalla documentazione emerge infatti “la cancellazione di residui attivi per complessivi euro 2.984.580 con una differenza negativa pari ad euro 949.359 – fanno sapere i consiglieri Vincenzo Sabatino, Massimo Carandente Giarrusso, Maria Rosaria Bacchetta – Un dato che mette seriamente in discussione la solidità del bilancio. Tra le poste eliminate figurano 400mila euro del Fondo di Solidarietà Comunale e 50.608 euro di un finanziamento PNRR, senza spiegazioni né rettifiche di spesa. Abbiamo inoltre evidenziato l’assenza della verifica dei rapporti con le partecipate adempimento obbligatorio e la drastica riduzione di due fondi essenziali: il fondo perdite partecipate pari a 5,5 milioni e il fondo passività pregresse, azzerato (4,3 milioni). Operazioni che hanno permesso di contenere artificialmente il disavanzo, che altrimenti avrebbe sfiorato i 15 milioni di euro.»

L’ACCUSA – «A ciò – proseguono i consiglieri – si aggiunge un FCDE superiore al 50%, segnale evidente di una riscossione debole e di una massa di crediti difficilmente esigibili. Nonostante questo quadro, l’Amministrazione ha scelto di non aderire alla rottamazione quinquies, misura suggerita dagli stessi Revisori per migliorare la capacità di riscossione e ridurre i residui attivi. Per Avanti Quarto, il Rendiconto 2025 non è un traguardo da celebrare, ma un documento che richiede chiarimenti urgenti, trasparenza e scelte responsabili. La mancata attivazione della rottamazione, in un contesto di evidente sofferenza finanziaria, rappresenta una decisione politica che danneggia l’Ente e i cittadini.»