Pozzuoli, nel bilancio 2026-2028 spuntano 150 milioni di euro pubblici che nessuno sa dove andranno
POZZUOLI – Il Comune di Pozzuoli ha approvato il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. È un atto pubblico, consultabile da chiunque, prodotto dall’amministrazione stessa. Questo giornale lo ha letto. Ci sono quattro elementi che riteniamo i cittadini devono conoscere.
Primo: centocinquanta milioni senza destinatario.
Nel bilancio 2026-2028 del Comune di Pozzuoli figura, alla voce 304 della missione 1, la seguente voce di spesa: “Altre spese per incremento di attività finanziarie”. L’importo previsto è di 50 milioni di euro per ciascuno dei tre anni, per un totale di 150 milioni di euro. Il documento non indica a quale soggetto siano destinati questi fondi. Non richiama delibere specifiche. Non fornisce spiegazioni sulla natura dell’operazione. Per dare una misura della cifra: il bilancio complessivo per i servizi sociali e la famiglia nel 2026 è di 24,9 milioni. Quello per l’istruzione è di 5,3 milioni. La voce in questione vale, ogni anno, il doppio dei servizi sociali e quasi dieci volte l’istruzione. La classificazione contabile ARCONET — il sistema ufficiale di contabilità degli enti locali — prevede che in questa voce possano rientrare operazioni quali ricapitalizzazioni di società partecipate, concessioni di credito a enti collegati o altre operazioni finanziarie di natura straordinaria. Operazioni del tutto legittime, che tuttavia richiedono una motivazione pubblica e trasparente. La domanda che poniamo è semplice: a chi sono destinati questi 150 milioni e su quale base giuridica? Non abbiamo, al momento della pubblicazione, trovato nel documento risposta a questa domanda. Invitiamo l’amministrazione a fornirla nelle sedi opportune.
Secondo: cento milioni all’anno in anticipazioni bancarie.
Lo stesso bilancio registra, al Titolo 5 — “Chiusura anticipazioni ricevute da istituto tesoriere/cassiere” — un importo di 100 milioni di euro per ciascuno dei tre anni. Le anticipazioni di tesoreria sono uno strumento previsto e regolato dall’ordinamento contabile degli enti locali. Consentono ai Comuni di coprire temporanee carenze di liquidità ricorrendo a un prestito a breve termine dall’istituto bancario tesoriere, da restituire entro la chiusura dell’esercizio. L’utilizzo di questo strumento non è di per sé anomalo. Lo diventa, secondo i principali manuali di finanza pubblica locale e le linee guida della Corte dei Conti, quando assume carattere sistematico e strutturale: ovvero quando un ente vi ricorre ogni anno, per importi costanti, come meccanismo ordinario di gestione della liquidità piuttosto che come misura eccezionale. Il bilancio di Pozzuoli prevede anticipazioni di tesoreria per 100 milioni l’anno, alla stessa cifra, per tre anni consecutivi. Ogni anticipazione di tesoreria comporta un costo in interessi a carico dell’ente, e quindi dei cittadini. Il documento non quantifica questo costo. Quanto pagano i puteolani ogni anno per queste anticipazioni? È una informazione che il bilancio non fornisce e che sarebbe utile conoscere.
Terzo: il disavanzo che cresce dopo le elezioni.
Il Comune di Pozzuoli è impegnato nel ripiano di un disavanzo finanziario pregresso. Si tratta di uno squilibrio accumulato negli anni precedenti che l’ente sta rientrando in modo graduale, come previsto dalla normativa vigente. Il piano di ripiano inserito nel bilancio 2026-2028 prevede le seguenti quote annuali:
- 2026: 2.491.963,25 euro
- 2027: 2.491.963,25 euro
- 2028: 5.347.539,05 euro
Il mandato dell’attuale amministrazione comunale scade nel corso del 2027. La quota di ripiano prevista per il 2028 — primo anno in cui, salvo proroghe o rinnovi, questa amministrazione non sarà più in carica — è superiore del 115% rispetto a quella dei due anni precedenti. Più del doppio. Esistono ragioni tecniche e contabili che possono giustificare questa distribuzione. Piani di rientro approvati in sede di riequilibrio finanziario, scadenze di accordi con la Corte dei Conti, dinamiche di cassa legate a entrate straordinarie attese: tutte motivazioni plausibili e legittime. Tuttavia, il documento non le esplicita. E l’aumento significativo della quota nell’anno successivo alla scadenza del mandato è un dato che i cittadini hanno il diritto di conoscere e comprendere. La domanda è: per quale ragione la quota di ripiano quasi raddoppia proprio nell’anno successivo alla scadenza del mandato? Esistono vincoli tecnici che lo impongono?
Quarto: gli investimenti crollano dopo il 2026.
Le spese in conto capitale — gli investimenti in opere pubbliche, infrastrutture, scuole, strade — mostrano nel triennio una distribuzione fortemente disomogenea:
- 2026: 103,8 milioni di euro
- 2027: 51,8 milioni di euro
- 2028: 32,1 milioni di euro
Una riduzione del 69% in due anni. La capacità di investimento prevista per il 2028 è meno di un terzo di quella del 2026. È doveroso osservare che una parte significativa degli investimenti 2026 è verosimilmente finanziata con risorse straordinarie legate all’emergenza bradisismo e ai fondi nazionali per i Campi Flegrei — risorse che per loro natura non si ripetono annualmente. Questo spiegherebbe, almeno in parte, il ridimensionamento negli anni successivi. Tuttavia la differenza tra 103 milioni e 32 milioni è molto ampia, e merita una spiegazione pubblica dettagliata: quali opere sono finanziate con risorse proprie del Comune e quali con fondi straordinari? Il crollo degli investimenti dal 2027 è inevitabile o è una scelta?



























