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Morte di Giovanni Marchionni, indagata per omicidio colposo l’armatrice Annalaura di Luggo

Morte di Giovanni Marchionni, indagata per omicidio colposo l’armatrice Annalaura di Luggo
  • Pubblicato20 Febbraio 2026

BACOLI – Dopo 6 mesi dalla tragica morte del giovane skipper bacolese Giovanni Marchionni la Procura di Tempio Pausania iscrive la prima persona nel registro degli indagati. Si tratta dell’armatrice Annalaura di Luggo, manager e consigliere delegato del cantiere Fiart Mare di Bacoli, nonché titolare del motoscafo ormeggiato a Marina di Portisco, su cui, lo scorso 8 agosto, è stato trovato senza vita il 21enne. La decisione di indagare la Di Luggo per omicidio colposo è arrivata dopo l’ultimo sopralluogo effettuato, martedì scorso, a bordo dell’imbarcazione da parte del consulente della Procura Giuseppe Mangano e dei consulenti di parte. La nuova perizia, a cui ha partecipato anche il procuratore di Tempio Gregorio Capasso, si è concentrata sul funzionamento delle batterie dello scafo, sul sistema di ricarica e sull’impianto elettrico.

LE INDAGINI – L’’esito dell’esame tossicologico effettuato sul corpo del giovane skipper di Bacoli, nelle scorse settimane, aveva evidenziato come causa della morte del giovane bacolese le esalazioni di acido solfidrico fuoriuscito dalle batterie. La famiglia di Giovanni, da sempre, ha sostenuto che la morte del 21 enne fosse da catalogare come una  morte sul lavoro. E proprio nei prossimi giorni gli ispettori del lavoro della Asl di Olbia saranno a bordo dell’imbarcazione per chiarire, ad esempio, quale fosse la posizione lavorativa del giovane e per verificare la cabina dove Giovanni Marchionni dormiva.