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Addio trasparenza: dopo l’indagine della Guardia di Finanza il comune di Pozzuoli ha «nascosto» i rimborsi ai consiglieri comunali

Addio trasparenza: dopo l’indagine della Guardia di Finanza il comune di Pozzuoli ha «nascosto» i rimborsi ai consiglieri comunali
  • Pubblicato19 Febbraio 2026

POZZUOLI – Addio trasparenza. I cittadini puteolani non potranno più sapere quanto costa la politica e quanto chiede ogni singolo consigliere comunale come rimborso per il proprio tempo impiegato nelle commissioni. Da qualche mese, dopo la nostra inchiesta sui “rimborsi d’oro” che ha portato alla scoperta di stipendi da manager percepiti da diversi membri dell’Assise, non è più possibile conoscere nel dettaglio la spesa dell’Ente. Dopo un periodo di vuoto, infatti, alla voce “amministrazione trasparente” sono comparsi numeri, codici e voci che rendono indecifrabile la lettura. Una variazione – sicuramente consentita dalle norme – che è arrivata (ironia della sorte) proprio dopo i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza negli uffici del comune di Pozzuoli e nelle sedi dei datori di lavoro dei consiglieri che fanno richiesta di rimborso per conto di aziende e associazioni.

I DUBBI – Perché nascondere quei numeri? Perché negare ai cittadini il sacrosanto diritto di conoscere nello specifico le spese dell’Ente? Cosa è successo negli uffici comunali dopo l’arrivo dei finanzieri? Un caso che, guardandoci intorno, sembra essere tutto puteolano: ad esempio, il vicino comune di Quarto pubblica con regolarità le determine di pagamento dei consiglieri che si fanno rimborsare il tempo speso per l’esercizio delle proprie funzioni. Una vicenda dai contorni chiaroscuri, che ha acceso i riflettori della Corte dei Conti di Napoli che ha delegato le fiamme gialle ad acquisire documenti, atti e verbali delle commissioni consiliari. Richieste di rimborso che hanno sfiorato i settemila euro mensili, richiesti da chi, paradossalmente, è stato assunto da un’azienda nonostante l’impegno presso gli uffici comunali. Spiegato più semplicemente: “io ti assumo, ti pago uno stipendio di 3-4mila euro o perfino da 6-7mila sapendo che tu non potrai dedicare molto tempo all’attività in quanto sei impegnato quotidianamente in via Tito Livio. Io te li anticipo, poi il comune di Pozzuoli me li restituisce” 

LA TRASPARENZA – Parallelamente l’attenzione si è poi focalizzata su tempi e modalità che hanno portato alle assunzioni da parte dei privati, sulle tipologie di incarico, le “variazioni” negli organigrammi di società e associazioni avvenute post-elezione. Variazioni che sarebbero arrivate anche nei mesi scorsi, in concomitanza con le verifiche condotte dalle fiamme gialle. Dinamiche che si celano dietro l’attività quotidiana di chi è stato votato ed eletto dai cittadini, pagato con i soldi pubblici che si è trovato a percepire cifre che hanno sfiorato i sette mila euro mensili. Ad oggi ai cittadini resta l’ultimo atto ufficiale del comune di Pozzuoli: una determina ad inizio 2025 (non più consultabile) con la quale si impegnavano centinaia di migliaia di euro. Poi nulla più.