Giovanni Marchionni, la verità sulla morte del giovane skipper di Bacoli «Ha inalato acido solfidrico»
BACOLI – C’è una «intossicazione da acido solfidrico» alla base del decesso di Giovanni Marchionni, il 21enne di Bacoli trovato morto l’8 agosto scorso a bordo di uno yacht ormeggiato nel porticciolo della Marina di Portisco. E’ quanto emerge dagli esami autoptici, tossicologici e istologici depositati in Procura a Tempio Pausania che avrebbero confermato presenza di tracce del veleno asfissiante nel corpo della giovanissima vittima. Ad annunciare la notizia sono gli stessi parenti di Giovanni, i quali hanno lasciato ai social il loro dispiacere, soprattutto per la tempistica dei risultati che loro ritenevano già scontati. Per la morte del giovane skipper bacolese, il pubblico ministero Milena Aucone aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.
LE ACCUSE – «Ciao Gio oggi è proprio una giornata importante. Dopo 5 mesi abbiamo saputo che la causa del tuo decesso è stato dovuto all’acido solfidrico. Come se non si era già capito ma sai, indagini, esami, il ferragosto, le feste di Natale, le proroghe. “Serve tempo e pazienza” – ha scritto una parente citando una frase che più volte la famiglia si è sentita ripetere – Intanto in questi giorni in Italia la Meloni s’indignava della scarcerazione del proprietario del locale in Svizzera, giustamente aggiungerei. Ma aggiungerei anche, alla Meloni eh, che quanto meno loro un fermo l’hanno avuto. Chissà quanto ancora deve passare per sapere se sei morto il 7 sera o l’8 notte. Forse dopo le feste di Pasqua se la vogliamo pensare in maniera positiva. Siamo tutti un po’ indignati insomma»
LE INDAGINI – Ora alla luce degli ultimi risultati, è probabile che la situazione giudiziaria possa cambiare. Ad oggi, lo yacht dell’armatrice Annalaura di Luggo, manager e consigliere delegato del cantiere Fiart Mare di Baia, resta sotto sequestro alla Marina di Portisco. Gli avvocati dell’armatrice Giampaolo Murrighile e Sebastiano Giaquinto hanno presentato ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui è stata rigettata la richiesta di dissequestro dopo i tre accertamenti eseguiti a bordo dello yacht dal consulente nominato dalla Procura sul funzionamento delle batterie.



























