incidente
Livia Barbato, una delle vittime dello scontro

di Violetta Luongo

POZZUOLI – «Un’esperienza da incubo! Sono stato il primo soccorritore dell’incidente di stanotte sulla tangenziale di Napoli. Stavo viaggiando in direzione di Pozzuoli per questioni di lavoro alle 4 e 30, tangenziale vuota a quell’ora, sul tratto prima di arrivare a Fuorigrotta su di un cartello luminoso indicava un incidente sul tratto Fuorigrotta Agnano», a parlare è Salvatore Raglione, napoletano, che scioccato racconta il tragico incidente di questa notte quando una Renault Clio, guidata dal puteolano Aniello Mormile, in contromano ha impattato frontalmente la Fiat Panda del 48enne Aniello Miranda, morto sul colpo. Mormile resta ferito, la compagna 22enne, Livia Barbato, muore poi al Cardarelli.

“MI SONO PRECIPITATO SUL POSTO” – «Da lì ho ridotto la velocità – continua – viaggiando sotto gli 80 consentiti. Ad un certo punto in lontananza vedo delle lamiere di auto ma con mio stupore non c’era ancora nessun mezzo di emergenza con lampeggiante acceso. Ho pensato forse hanno abbandonato le auto per il trasporto in ospedale prima dell’arrivo dei soccorsi! Quando osservando le lamiere ho visto un braccio che cercava di attirare attenzione e subito li ho fermato l’auto sulla corsia di emergenza pensando che l’incidente era successo in quel momento che potevano esserci bambini anziani e mi sono subito precipitato al centro della corsia incurante del pericolo».

UNA SCENA AGGHIACCIANTE  – «La scena agghiacciante un ragazzo con la barba che cercava aiuto non per sè ma per la ragazza in macchina con lui “Livia” non riuscivo a vederla perché era buio ma con la luce del cellulare ho visto la ragazza che era distesa a terra tra i sediolini posteriori e quelli anteriori, respirava, emanava solo lamenti in uno stato ……… ho chiesto se c’erano bambini e lui ha risposto “no”, poteva essere una giovane coppia di sposi. Mi sono avvicinato all’altra auto alla Panda e lì mi sono subito reso conto che lì non c’era niente da fare, l’uomo di 48 deceduto sul colpo!», prosegue Raglione

“IMPAURITO CERCAVO DI DARE CONFORTO AI FERITI”«Ad un certo punto un imbecille a folle velocità non resosi conto dei cartelli che indicavano l’incidente e nemmeno del groviglio di lamiere mi sfiora a 50 centimetri ad una velocità pazzesca urtando a sua volta di striscio le auto incidentate. Ho sentito un vento attraversare il mio corpo! Ripreso dallo spavento cercavo di dare conforto all’unica persona cosciente e di invitare le auto che sopraggiungevano di rallentare fino all arrivo della polizia stradale. Apprendo che Livia non ce l’ha fatta dalle notizie su internet. Perdonami Livia volevo fare di più ma non ho potuto! RIP», conclude affranto Raglione.