attentatoQUARTO – Bande di ragazzini che girano armati per la città, le nuove leve della camorra che cercano di imporre le proprie “regole” e la propria forza, commercianti intimoriti. E’ questo il quadro che arriva da Quarto, racconti dalla cittadina che negli anni è stata terra di conquista dei clan Polverino di Marano e che vide imporsi i Longobardi-Beneduce di Pozzuoli nella zona del “Bivio”. Oggi, dopo gli arresti e le condanne del boss del clan Giuseppe Polverino detto ‘O barone e dei suoi gregari, dopo la fine del clan Longobardi-Beneduce, nella cittadina tra Pianura, Pozzuoli e Marano le giovani leve della camorra, gli “eredi” dei “big” finiti al 41 bis starebbero cercando di controllare il mercato del traffico di stupefacenti, racket ed estorsioni. E lo fanno con sfrontatezza e sfacciataggine.

domenico brescia
Il presidente dell’associazione Antiracket Domenico Brescia

L’ATTENTATO – In questo clima che potrebbe essere maturato l’attentato ai danni del bar “Le Chic” e della sala scommesse “Intralot” di via Campana, nei pressi della “rotonda Maradona”. Davanti alle serrande di queste due attività commerciali qualcuno ha collocato una bomba carta fatta esplodere nella notte tra sabato e domenica. Atto intimidatorio, “punizione”, un episodio dietro al quale potrebbe esserci la mano di chi vuole imporre il pizzo ai commercianti della zona.

L’APPELLO – Episodi e clima che preoccupano il presidente dell’associazione Antiracket cittadina, Domenico Brescia che lancia un appello alle istituzioni – «Le nuove leve della camorra provenienti da Napoli sono giorni che girano per il territorio indisturbate. Un branco di ragazzi in moto, che sfrecciano indisturbati per le strade cittadine e che cercano di intimorire i cittadini armi in pugno. E le istituzioni? Stanno a guardare? Quando fanno sentire la loro voce sul territorio? Invito la gente a non farsi intimidire e a denunciare per far arrestare questi balordi»