QUARTO – Sono due le “teste” a cadere tra i caposettore per volontà dell’amministrazione, entrambe per vicende legate alla ex Quarto Multiservizi, società che si occupava per conto del Comune (che ne era socio unico) anche della raccolta dei rifiuti. A perdere il loro incarico sono stati i dirigenti del settore Ambiente e Bilancio, già sostituti per volere del sindaco Antonio Sabino.

I DECRETI DI “ESPULSIONE” – Nel decreto con il quale il primo cittadino ha revocato ad horas il caposettore all’Ambiente, si legge: «Considerata la problematica inerente alla società Quarto Multiservizi S.p.a. e la circostanza che ad oggi codesto capo settore non è neanche a conoscenza dell’avvenuto pagamento della rata relativa alla “rottamazione bis” da parte della curatela fallimentare della citata società, nonostante l’esborso di una ingente somma di denaro, da parte di questo Ente, che versa in precarie condizioni economiche». Il riferimento è al pagamento di oltre 4,6 milioni di euro che il Comune ha ordinato nei confronti della curatela fallimentare della Multiservizi, fallita nel 2013. Tre le rate previste, con scadenze ad ottobre, novembre e febbraio 2019, e frutto di una lunga e complicata “trattativa” tra  via de Nicola e la stessa curatela.

“PAGAMENTI NON REGOLARI” – Nel decreto con cui il sindaco ha di fatto esonerato il caposettore al Bilancio si fa riferimento ad un «monitoraggio carente effettuato in ordine alle precarie condizioni economiche dell’Ente ed i pagamenti non regolari eseguiti a favore della curatela fallimentare». Dunque, un pagamento che evidentemente il Comune – secondo l’attuale amministrazione – non si sarebbe potuto permettere considerate le pessime condizioni in cui si trova l’ente. Il pagamento, però, sarebbe invece frutto di una diffida ad opera dell’avvocato della curatela che, rivoltosi a via De Nicola, aveva chiesto ed ottenuto quanto ritenuto giusto.

15 ANNI DI SCONTRI – Una vicenda, quella della Quarto Multiservizi da sempre spina nel fianco per il Comune, non solo dopo il fallimento della società, ma anche durante il regolare esercizio, iniziato nel 1999. Canoni non versati, proteste dei lavoratori, cambi ai vertici, eterni scontri sulla reale situazione debitori e creditoria. Tutto ciò per quasi 15 anni, e quanto deciso ora dal sindaco rischia di creare un nuovo strascico polemico.