QUARTO – Il Comune si costituito in giudizio nel procedimento amministrativo che vede la società che gestisce il centro di accoglienza per migranti di via Seitolla resistere alla decisione della Prefettura di abbassare drasticamente il numero di persone ospitate nella struttura.

IL SOPRALLUOGO – L’ente di via Nicola, dunque, ha nominato come da prassi un legale che affronterà la questione davanti ai giudici della Sesta sezione del Tar della Campania. Gli stessi che lo scorso 4 gennaio avevano accolto in fase cautelare la richiesta dei gestori del centro , di fatto “congelando” la decisione della dirigenza Area Immigrazione di piazza del Plebiscito: trasferire 52 stranieri attualmente ospitati a Quarto (su un totale di 83) in due diversi centri, a via Gianturco e a Nola. La decisione presa dalla Prefettura era arrivata a seguito del sopralluogo dei tecnici del Comune all’indomani della protesta inscenata dai cittadini stranieri che lamentavano il malfunzionamento dei servizi igienici ed il mancato ricevimento da mesi dei pocket money.

LA DECISIONE FINALE TRA MENO DI UNA SETTIMANA – A meno di una settimana dalla sentenza del Tar che entrerà nel merito della questione, il sindaco Rosa Capuozzo ha sottolineato: «Allertati dalle ripetute proteste e dallo stato di agitazione dei rifugiati e richiedenti asilo ospitati nella struttura di via Seitolla si è provveduto ad effettuare i sopralluoghi necessari. Con quello effettuato il 30 novembre 2017 l’ Ufficio Tecnico Comunale, seguendo i parametri dettati dallo SPRAR (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, ndr) valutò che il numero idoneo per la struttura è di 31 posti, riducendo così di 52 posti il numero di cittadini stranieri presenti all’interno. La Prefettura di Napoli accetta la richiesta dell’ ispezione effettuata dai tecnici comunali e dispone l’immediato trasferimento dei cittadini stranieri. Informiamo la cittadinanza che in attesa del verdetto del TAR continuano i controlli da parte degli organi competenti in materia per assicurare la tranquillità alla popolazione e agli stessi rifugiati».