POZZUOLI – Violenza, resistenza, minaccia e lesioni aggravate a pubblico ufficiale: con queste accuse che è stato rinchiuso del carcere di Poggioreale Giuseppe Di Bonito, il 25enne che ha tenuto “in ostaggio” un intero rione. E’ finito in cella al termine del  blitz condotto alle 3.57 di questa notte dal GIS, Gruppo Intervento Speciale dei carabinieri.

LA FOLLIA – Era l’una e mezza di ieri notte quando nel complesso di palazzine popolare del lotto 1-bis di via Brancati, nel quartiere di Monterusciello, per trentuno famiglie è iniziato l’incubo. Giuseppe Di Bonito, con diversi tso alle spalle e qualche piccolo precedente penale, ha sfasciato la porta di una stanza e l’ha lanciata nel portone richiamando l’attenzione dei vicini. Poi ha disegnato una croce davanti alla porta di casa, ci ha messo una bombola del gas sopra e ha minacciato una donna tra le scale: «Se hai il coraggio, vieni sopra che ti squarto». A quel punto si è barricato in casa e dopo urla e minacce ha lanciato un’altra bombola nel cortile, fortunatamente senza provocare danni. All’arrivo dei primi carabinieri e dei vigili del fuoco nella notte è iniziata una prima trattativa con l’uomo, che non è andata a buon fine.

LA COLLUTTAZIONE – Durante un tentativo di irruzione da parte dei militari il 25enne, che impugnava un coltello da cucina, ha avuto una colluttazione durante la quale è rimasto lievemente ferito a un occhio e a un braccio il capitano della Compagnia carabinieri di Pozzuoli. Poi si è chiuso nuovamente in casa, si è seduto sul muretto del balcone con le gambe a penzoloni e con una bombola di gas ha minacciato di farsi saltare in aria. Per motivi di sicurezza le famiglie che vivono nella palazzina sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Un centinaio di persone, tra cui anziani, donne e bambini hanno così trascorso la notte e l’intera giornata di ieri nelle auto e in strada. A più riprese i carabinieri hanno tentato di intavolare una trattativa con l’uomo che ha agito senza un apparente motivo. Tra le pretese avanzate anche una casa a via Napoli, un lavoro, la pensione alla madre e il reddito di cittadinanza. A spalleggiarlo, fin dalla notte, c’era la madre che a più riprese è stata vista fuori al balcone di casa, smentendo la voce diffusasi nella notte secondo cui la donna era stata presa in ostaggio dal figlio, imbavagliata e legata a una sedia.

I TENTATIVI DI MEDIAZIONE – Per l’intera giornata il 25enne si è mostrato a torso nudo e apparentemente tranquillo, senza rendersi protagonista di gesti di violenza: si è fatto vedere mentre mangiava, fumava e chiacchierava con la madre mentre decine di persone erano assiepate a ridosso del cortile, interdetto per motivi di sicurezza. A più riprese un mediatore dell’Arma dei carabinieri che aveva raggiunto il balcone al piano superiore ha cercato a più riprese di far desistere l’uomo, che è rimasto sempre con una bombola di gas a portata di mano. Stesso tentativo è stato fatto da uno dei due fratelli dell’uomo e da alcuni amici, che già nella notte avevano provato a farlo desistere: questi ultimi sono stati più volte minacciati con un coltello appena hanno tentato di avvicinarsi alla porta dell’abitazione.

LE TESTIMONIANZE «Aveva tre coltelli addosso e sembrava indemoniato, urlava parole senza senso. Dopo la morte del padre non si era più ripreso, aveva avuto qualche problema ma nulla che potesse far pensare a una cosa del genere» racconta Fulvio, tra i primi ad intervenire dopo la richiesta di aiuto della madre e della sorella. Sul posto, insieme ai vertici dell’Arma dei carabinieri di Napoli, della Compagnia di Pozzuoli e delle varie stazioni locali, sono giunti vigili del fuoco, sanitari del 118, agenti della Polizia Municipale, assistenti sociali e la Protezione Civile che ha offerto cibo e bevande alle famiglie che si erano riversate in strada. La giornata è trascorsa con una continua quanto infruttuosa trattativa per invitare l’uomo e l’anziana madre a desistere. Esasperati i residenti costretti a stare in strada, sotto al sole e al caldo torrido. «Fortunatamente le mie bambine dormivano, ma stanotte è stato terribile e l’abbiamo trascorsa in una macchina» racconta Francesco mentre con i figli di sei, otto e dieci anni e la moglie lascia il cortile dove aveva atteso per l’intera giornata. In serata, in attesa dell’intervento di un reparto speciale dei carabinieri, undici nuclei familiari che vivono nelle abitazioni più vicine a quella di Di Bonito sono state trasferite presso due alberghi messi a disposizione dei comune di Pozzuoli. Il 25enne è stato, invece, condotto presso la casa circondariale di Poggioreale.