Salvatore D'Angiò (foto da Facebook)

POZZUOLI – Sangue che continua a scorrere lungo le strade flegree, sette morti in tre mesi, una “mattanza” che non conosce fine. L’ultima vittima è Salvatore D’Angiò, 46 anni, puteolano, che lunedì scorso si era scontrato con il suo motorino contro una vettura in via Cuma Licola, a Pozzuoli. Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto prima contro le lamiere della Ford Focus “C-Max” e poi sull’asfalto. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” nella notte veniva trasferito al “Cardarelli” di Napoli dove il suo cuore ha cessato di battere a mezzogiorno di giovedì.Fatale sarebbe stata profonda ferita all’arteria femorale. Sul suo corpo il Pubblico Ministero incaricato dalla Procura di Napoli per le indagini ha disposto l’autopsia, che sarà utile a chiarire le cause del decesso.

LASCIA LA MOGLIE E QUATTRO FIGLI – Salvatore D’Angiò, sposato e con 4 figli, viveva a Pozzuoli, nella zona di Lucrino dove lavorava presso le terme “Stufe di Nerone”.  Un dramma che ha scosso familiari,amici, colleghi di lavoro del 46enne particolarmente conosciuto in zona.

Il "Beverly 250" della vittima

LA TRAGEDIA – Erano le 20,30 circa lunedì quando il 46enne a bordo del suo “Piaggio Beverly 250” stava viaggiando lungo via Cuma-Licola. Strada lungo la quale sorgono numerose stradine scarsamente illuminate ricoperte da canneti e sterpaglie. Quando improvvisamente da una delle traverse della strada che collega Licola con la frazione bacolese del Fusaro, sarebbe spuntata l’automobile con la quale il 46enne si scontrava. Alla guida del veicolo a quanto pare un dipendente dello stesso nosocomio flegreo, che avrebbe prestato i primi soccorsi all’uomo. Un urto terribile, che faceva sbalzare dal mezzo l’uomo che cadeva rovinosamente sul selciato. Resta da capire come i due mezzi siano entrati in collisione tra loro.

L’IPOTESI – Forse una manovra azzardata da parte del conducente della vettura che sarebbe uscita dal vicoletto senza vedere la moto, probabilmente disturbato dalle sterpaglie e dai canneti. A quel punto l’auto sarebbe diventata un improvviso ostacolo per il centauro che non avrebbe fatto in tempo per evitarlo. Ipotesi che potranno essere confermate o smentite dalle indagini condotte dagli agenti del corpo di Polizia Municipale di Pozzuoli diretti dal comandante Luigi De Stefano. Poi la corsa all’ospedale e l’agonia del povero 46enne durata due giorni e mezzo.

Il punto dove è avvenuto l'impatto mortale

LA SETTIMA VITTIMA DELLA STRADA IN TRE MESI- Una lunga interminabile scia di sangue. Salvatore D’Angiò è il settimo morto negli ultimi tre mesi, ed il quarto motociclista a perdere la vita nei Campi Flegrei. Il triste primato è di Pozzuoli, ben 6 morti.

A fine Aprile dopo un’agonia durata oltre 2 settimane perse la vita il 33enne Alessandro Sapio, rimasto coinvolto in un grave scontro frontale con la sua motocicletta contro un’automobile lungo l’asse Copin.

Poi l’11 maggio la morte di Maria Pettinati, la 61enne investita la sera di Pasquetta mentre attraversava le strisce pedonali ad Arco Felice.

Il 14 maggio venne investito in via Campi Flegrei da un’auto pirata il 66enne Salvatore Mele, poi morto dopo 30 giorni di agonia.

Il 5 giugno scorso a perdere la vita fu Anastasio Marrone, 79 anni, che mentre viaggiava lungo la statale Anas a bordo del suo triciclo fu tamponato violentemente da un auto alla guida della quale c’era un giovane sotto effetto di alcol.

Una lista interminabile che segna un’altra tragica morte il 16 giugno in via Montegrillo a Bacoli dove perse la vita Pasquale Manna, 45enne motociclista rimasto coinvolto in uno scontro con un’auto e un camion.

Poi il 28 giungo la morte di Claudio Crema, il 26enne rimasto vittima due giorni prima  di un incidente a Lucrino due giorni prima. E dopo appena 9 giorni la morte del povero Salvatore D’Angiò, che segna la settima assurda vittima della strada in appena 3 mesi.

GENNARO DEL GIUDICE
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