POZZUOLI – Assoluzione con formula piena per Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. E’ la richiesta che l’avvocato Paola Severino, ex ministro della Giustizia del governo Monti, ha formulato al presidente della Corte di Avellino. Il difensore, durante l’udienza di ieri, ha provato a smontare la tesi della Procura che ha invocato una condanna per l’amministratore delegato di Autostrade per la strage del bus di Monteforte Irpino. Quaranta le vittime dell’incidente registratosi il 28 luglio del 2013 sul viadotto dell’A16.

LA REPLICA DEI FAMILIARI – La sentenza è attesa per l’11 gennaio. I parenti delle 40 vittime non vogliono slittamenti e preannunciano una mobilitazione in caso contrario. «Se a gennaio non ci sarà il verdetto, occuperemo l’aula», fanno sapere. Ieri, al termine dell’arringa difensiva della Severino, non sono mancate le contestazioni da parte dei sopravvissuti alla strage e dei familiari di chi non c’è più.

LE RICHIESTE DI CONDANNA – Il pm Rosario Cantelmo, nel corso della requisitoria, ha chiesto 10 anni per Giovanni Castellucci, attuale amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e altri undici dirigenti e dipendenti della società. Il pubblico ministero Cecilia Annecchini ha invocato, inoltre, 12 anni per Gennaro Lametta, il proprietario dell’autobus; 9 anni per Antonietta Ceriola, ex funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli e 6 anni per il suo collega Vittorio Saulino.