POZZUOLI – A distanza di 13 anni dall’incidente nello stabilimento Prysmian di Arco Felice, che provocò lo sversamento di olio minerale (T2015) sulla spiaggia adiacente, arriva l’ordinanza di interdizione dell’area da parte del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. La richiesta d’intervento, finalizzata alla tutela della pubblica e privata incolumità, è pervenuta dal dipartimento della Salute Umana e delle Risorse Naturali della Regione Campania a valle dell’ennesima conferenza di servizi tenutasi in Regione il 28 Febbraio scorso per valutare l’analisi di rischio prodotta dalla multinazionale leader mondiale nella produzione di cavi sottomarini. Un’analisi contestata sia dal M5S di Pozzuoli sia da diverse associazioni ambientaliste poiché effettuata senza tener conto dell’uso ricreativo dell’arenile e quindi senza considerare i rischi per cittadini e i bagnanti.

Domenico Critelli

L’ATTACCO DEI GRILLINI – Molto dura la reazione dei consiglieri comunali pentastellati, Antonio Caso e Domenico Critelli, che hanno dichiarato: «Siamo sconcertati dal fatto che il provvedimento d’interdizione arrivi solo dopo 13 anni dall’incidente. Nessuno fino ad oggi si è preoccupato di salvaguardare i cittadini dal potenziale rischio da esposizione a sostanze pericolose per la salute. Se non ci fosse stato il nostro interessamento e quello di associazioni e comitati ambientalisti il tutto sarebbe passato sotto silenzio. Inoltre, ci inquieta molto lo sconcerto del primo cittadino, massima autorità sanitaria locale, di fronte alla “tardiva” richiesta di interdizione così come i dubbi espressi sull’utilità degli incontri nelle conferenze di servizi. Nello scorso Consiglio Comunale avevamo evidenziato le gravi criticità e stigmatizzato l’assenza del Comune all’incontro del 2017, ma il primo cittadino aveva minimizzato e scaricato sulla Regione le responsabilità. Supponiamo che adesso abbia preso pienamente coscienza della problematica e ci aspettiamo che finalmente si adoperi a fondo per tutelare cittadini e territorio.» I due consiglieri grillini hanno poi concluso: «Basta chiacchiere e nessuno ‘scaricabarile’, ognuno si assuma le sue responsabilità. Ora che l’arenile è stato interdetto si proceda subito con una nuova e più realistica analisi di rischio per poi passare alla bonifica integrale della spiaggia, che va restituita quanto prima all’uso collettivo in massima sicurezza.»