POZZUOLI – Per aprire un’attività di parrucchiere aveva presentato tutta la documentazione necessaria, dichiarando anche di essere in possesso di una qualifica di acconciatore.

LA VERIFICA E LA SCOPERTA – Eppure, contattando l’istituto di formazione che glielo avrebbe rilasciato, è emerso che quel tipo di “patentino” non è tra quelli annoverati tra i corsi di formazione svolti in quella sede. In pratica, secondo l’ufficio Annona e Commercio del Comune, avrebbe dichiarato il falso. Una comunicazione ritenuta mendace che è costata al socio accomandatario del negozio di parrucchiere l’ordine di cessazione immediata dell’attività svolta a Pozzuoli. Poco più di venti giorni fa, l’uomo aveva presentato una “segnalazione certificata di inizio attività” allo Sportello unico per le attività produttive di via Tito Livio, corredandola dell’attestato rilasciato – secondo il socio del negozio – da un istituto di formazione accreditato dalla Regione.

LE CONSEGUENZE – Pochi giorni dopo quest’ultimo viene contatto dagli uffici preposti del Comune di Pozzuoli, ricevendo una risposta negativa circa il reale rilascio dell’attestato. Tra l’altro, si tratta di un titolo obbligatorio per tale attività, da ottenere con tanto di esame tecnico-pratico preceduto da un corso di formazione o inserimento della durata non inferiore ai tre anni. Ora toccherà al parrucchiere, eventualmente, far valere le proprie ragioni, dimostrando che il Comune o l’istituto di formazione siano caduti in errore.