POZZUOLI – Per Sigmund Freud, «il Padre della Psicoanalisi», l’insegnante è il prolungamento fantasmatico del genitore. Difatti, l’insegnamento e l’educazione sono pratiche impossibili. Si è discusso a lungo sia di letteratura, e sia di psicoanalisi alla prima conferenza – organizzata dall’Associazione Agorà Puteoli, Università Popolare di Pozzuoli; e patrocinata dal Comune di Pozzuoli – dal titolo: «Relazione genitori-figli tra: Filosofia, Letteratura e Psicoanalisi», presso la Biblioteca Comunale di Pozzuoli. I due relatori, in ordine di intervento sono stati: l’insegnante-filosofo, Nicola Magliulo; e la prof-scrittrice, Matilde Iaccarino. Ambedue hanno analizzato questa tematica con competenza e professionalità, soprattutto grazie all’esperienza accumulata in anni di insegnamento liceale. Come si fa a definire la scuola nell’epoca post-sessantottina, ovvero, con l’avvento «dell’evaporazione del padre», segnando così l’estinzione del patriarcato attuale? Queste sono le domande poste dal prof Magliulo, il quale in maniera intelligente, ha esposto una problematica evidente nel subsistema socio-culturale odierno. Se il sapere nasce da un desiderio di mancanza, come possiamo colmare questa «voragine intellettuale»? La scuola deve incaricarsi di diventare il tramite, non della trasmissione del sapere, ma nella creazione dello stesso. Solo applicando la «maieutica socratica» da parte del Maestro, è possibile veicolare la percezione della conoscenza nell’allievo. Con il filosofo Magliulo, tali tematiche – prettamente riconducibili al pensiero dell’analista lacaniano: Massimo Recalcati – sono state sviscerate nell’interezza del metodo analitico.

UN DIBATTITO SENTITO«Sono i maestri che non scordiamo, quelli che hanno lasciato un’impronta indelebile dentro di noi. È l’etimo del verbo insegnare: lasciare un’impronta, un segno, nell’allievo», dichiara Recalcati nel suo libro: «L’ora di lezione». Solo attraverso lo stile e la sapienza del professore, si può indurre lo studente alla ricerca di sé stesso e dell’universo culturale. Si ha, in tal modo, una spinta propulsiva verso la propensione allo studio, manifestando un avvicinamento al libro come corpo da scoprire. Non è un caso, che alla fine dell’orazione dei due prof, si è aperto un intenso e vivo dibattito, con l’intervento dei curiosi e dei membri dell’associazione.

LA SCOMPARSA – Si è anche parlato della recente scomparsa del giovanissimo Carmine Ruggiero, lo studente che ha perso la vita cadendo dallo scooter, dopo essere stato travolto da un’auto sfrecciante. Nei giorni successivi alla perdita, i suoi compagni erano rimasti attoniti e reticenti nei confronti dei dolori della vita. Come si accende il fuoco della speranza nelle nuove generazioni? Il mezzo è la cultura, che si deve tramutare in eros. Soltanto l’amore verso il linguaggio, il campo della parola, attiva il transfert della relazione didattica. Ma, conoscere include comunque l’inciampo, per tale motivo la vita ci riserva la sorpresa data dalla realtà. Così, anche senza volerlo, ci troviamo davanti ad un atto inumano, doloroso, ossia, la morte di un giovane che aveva voglia di vivere. Un incontro promosso a pieni voti, da riproporre.