POZZUOLI – Ogni uomo nasce con un attaccamento primordiale alla propria terra d’origine, inoltre cresce portando con sé ricordi, pezzi di vita, contingenze simboliche, che hanno come sfondo svariati luoghi natii e magici per l’esistenza di chi li vive. Il senso della «Comunità» ha un’accezione primigenia, e deve essere attuato, di consueto, da tutti i cittadini, affinché la società civile possa crescere esponenzialmente in ricchezza e sapere. Quest’estate, in due location archeologiche d’eccezione, sono stati consegnati due Premi, che si ispirano proprio a tali principi culturali ed identitari. Difatti, il Comitato del Premio «Homo Civicus Flegreo» ha consegnato – in ex equo – tale omonima onorificenza a due puteolani, che negli anni hanno creato progetti e opere, valorizzando l’intera Area Flegrea, attraverso la cittadinanza attiva e in difesa dei beni comuni: Antonio Isabettini e Paolo Lubrano. Il Premio Homo Civicus Flegreo 2018 è stato dato ad ambedue le personalità, durante le serate estive del Pozzuoli Faber Jazz Festival dei Campi Flegrei 2019. L’intera iniziativa si è svolta grazie all’Associazione Culturale degli Apoti, che ha deciso di assegnare tale gratifica con cadenza ciclica.

IL PRIMO PREMIATO – Il Maestro Isabettini ha ricevuto il Premio – durante un concerto programmato del Pozzuoli Faber Jazz Festival – presso l’incantevole ed antichissimo Tempio di Nettuno. L’artista, che ha avuto la riconoscenza da Antimo Civero (uomo-factotum del Festival Jazz puteolano), si è mostrato molto commosso, e grato alla Giuria selezionatrice. Inoltre, il Maestro ha eseguito anche un’opera dal vivo, regalando ai presenti una vera e propria performance artistica unica, sulla scia del metodo «En plein air» degli Impressionisti francesi. Ecco alcune parti della motivazione dell’assegnazione della vincita: «Nato e cresciuto a Pozzuoli, ha assistito giovanissimo allo sgombero del Rione Terra, di cui è testimone e divulgatore. Si affianca, adolescente, agli studiosi e agli artisti più anziani e ricchi di esperienza nello studio del Rione Terra e di tutto il territorio puteolano, arricchendo nel tempo la propria cultura personale, che poi trasferirà, come conoscenza e coscienza collettiva, agli abitanti e appassionati della storia locale, attraverso i suoi dipinti e illustrazioni, i suoi scorci e i paesaggi, quasi un moderno rappresentante dell’antica scuola di Posillipo. Il suo impegno più grande, oltre ai dipinti che ne caratterizzano la produzione artistica, è quello sociale: impegnato da sempre a tenere viva la memoria dei luoghi e della gente che li ha abitati, perché solo così si evita che questi muoiano nell’oblio più totale. Ci ha accompagnato, e lo fa tutt’ora, a conoscere la storia e il patrimonio dei beni culturali, a conoscere le tradizioni e la cultura materiale. Grazie a lui, oggi, possiamo davvero dare uno sguardo al territorio e le sue trasformazioni, negli ultimi 40 anni. Una sua battaglia è quella relativa alla fruibilità dei siti archeologici e monumentali della Città e, più in generale, dei Campi Flegrei. Protesta e manifesta contro i meccanismi, che ancora tengono fuori dagli itinerari regionali e nazionali un patrimonio straordinario di archeologia e di opportunità occupazionali.»

IL SECONDO PREMIATO – Paolo Lubrano, meglio conosciuto come l’ideatore attivo e creativo del Premio Civitas puteolano, ha ottenuto la gratifica presso l’Anfiteatro Flavio, illuminato con luci policrome per il concerto jazz, organizzato dal coeso gruppo flegreo, che opera da anni sul territorio. Una serata fatta d’incanto e classicità architettonica, soprattutto grazie alla sinergia fondamentale con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che ha permesso l’apertura straordinaria del sito unico al mondo. Lubrano – sul palco a fine spettacolo – era tanto emozionato. Dopodiché, insieme a Civero che ha letto la motivazione, a premiarlo c’era Franco Testa (famoso attivista sociale ed umanitario, curatore del progetto «Africaintesta»), creando suggestioni ironiche e ricche di aneddoti. Ampia ed accurata la consegna della targa: «Per il suo impegno ultra ventennale nell’attività di promozione, valorizzazione e tutela del patrimonio della città di Pozzuoli. Nel nome del “Premio Civitas”, riconoscimento che omaggia trasversalmente volti dello spettacolo, della cultura, della ricerca scientifica, dell’arte che intrecciano la loro storia a quella di Pozzuoli, divenendo simbolicamente testimonial dei suoi tesori nel mondo, il suo segno e sogno, costante, che ha saputo realizzare con straordinaria competenza e professionalità. Un’azione, quindi, volta alla rivendicazione della straordinaria bellezza della sua terra, la meravigliosa Pozzuoli, attraverso la quale si rivela la sua storia centenaria, le sue ricchezze e riproponendola nel più vasto scenario internazionale. Progetti e realizzazioni che coniugano, senza timori, tecnologie e arti tradizionali, restituendo un’immagine singolare e ancora più attraente della Città. Un esempio di incoraggiamento per tanti suoi conterranei e, soprattutto, motivo di orgoglio, per aver portato a termine uno dei progetti di straordinaria forza e respiro prettamente civico: l’illuminazione del Macellum, Tempio di Serapide, uno dei monumenti più singolari di tutto il patrimonio archeologico mondiale e simbolo della Città di Pozzuoli.»