L'artista Vincenzo Vavuso nel suo studio
L’artista Vincenzo Vavuso nel suo studio

POZZUOLI – È in arrivo alla galleria Controsegno (in via Napoli 201), un artista originale, fantasioso, propositivo: Vincenzo Vavuso, con la mostra “Strutture estreme”.  L’esposizione, di 30 opere, sarà inaugurata il 20 giugno alle ore 18.30, con gli interventi del critico d’arte Angelo Calabrese e del professor Franco Bruno Vitolo. A completamento dell’evento, dalle ore 19, la  Junior Company Ballet del Liceo Coreutico Alfano I di Salerno interpreterà la coreografia Frammenti di Romina Bordi: durante la serata sarà possibile assistere alla proiezione di un video che mostra il percorso artistico di Vavuso.

RABBIA E SILENZIO – Terminerà domenica 12 luglio, con un finissage in cui l’Associazione Art et Ballet di San Prisco (Caserta) danzerà, in linea con il tema della mostra, la performance L’Arte in… polvere di Patrizia Di Matteo. Subito dopo seguirà la presentazione del libro d’arte di Vincenzo Vavuso, “Rabbia e silenzio”, realizzato nel 2014 e pubblicato in un numero limitato di 100 esemplari, numerati e firmati personalmente dall’artista, con alcuni suoi interventi manuali, che li rendono l’uno diverso dall’altro.

LE CROMOSTRUTTURE – Vincenzo Vavuso, salernitano, si è formato nel culto della pittura figurativa del grande Ottocento napoletano e si è raffinato attraverso la conoscenza dei maestri dell’informale contemporaneo, come Paladino, Emblema e Spinosa. Le sue sono cromostrutture, o pittosculture, materiche, di forte impatto visivo armoniosamente disarmonico, caratterizzate con chiarezza da un tema dominante, di grande effetto e attualità: il maltrattamento e l’emarginazione a cui nella moderna società distratta, corrotta e superficialmente tecnologica, viene sottoposta la Cultura, baluardo della dignità umana. Tale violenza viene rappresentata dalla presenza costante di pagine di libri, o di fogli, gualciti, bruciacchiati, tagliati ad opera di agenti simbolici come scarponi, seghe, trapani, ragnatele, con corollari altrettanto simbolici come grumi rosso sangue, occhiali e vetri spappolati, alberi inariditi.

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