POZZUOLI – Era accusata di aver provato ad avvelenare le sue due figlie, ma una perizia l’ha scagionata dopo tre anni. E’ quanto vissuto da una donna di 33 anni, che ha anche rischiato il linciaggio quando è stata rinchiusa nel carcere femminile di Pozzuoli.

IL RICOVERO IN OSPEDALE  – Tutto ha avuto inizio con il ricovero delle minore delle figlie, di appena tre mesi, al Santobono di Napoli. La piccola entrò anche in coma. Secondo i medici, era stata la madre a somministrare alla figlioletta sostanze pericolose. Poi tocca alla figlia più grande finire in ospedale, ed anche in questo caso i medici trovano sostanze in quantità tossiche, in particolare benzodiazepine.

LA PERIZIA CHE LA SCAGIONA – Le due sorelle vengono affidate ad una comunità, mentre per la madre inizia il calvario giudiziario. Poi la soluzione del caso: le due bambine, si scoprirà, sono affette da una malformazione genetica che non permette loro di espellere le sostanze velenose dal corpo, le stesse contenute proprio nei medicinali che avevano assunto.