POZZUOLI – No alla coltivazione e alla vendita di fave nell’ambito urbano. E’ quanto è stato deciso attraverso un’ordinanza sindacale per prevenire i nefasti effetti a chi soffre di una particolare patologia: il favismo.  Da qui il divieto di «di avere piantagioni di fave all’interno dell’abitato ed in prossimità dell’agglomerato urbano di istituzioni scolastiche pubbliche e private di ogni ordine e grado, edifici pubblici, compresi centri sportivi, cimiteri e luoghi di culto, uffici postali, caserme, parchi pubblici, strutture sanitarie pubbliche e private».

ATTENZIONE A TRASGREDIRE – Inoltre, il divieto si estende anche alla vendita «di fave da parte di esercizi commerciali fissi o in forma ambulante che non siano preconfezionate in sacchetti sigillati ai sensi di legge». In caso di trasgressione, oltre alla denuncia penale, scatterà anche la distruzione della piantagione “incriminata”. Non è uno scherzo, ma un provvedimento che riguarda molti soggetti che in caso di contatto o ingestione con fave o altri legumi, potrebbero avere gravissime complicanze, fino ad un collasso cardiocircolatorio.