Nella foto grande: Ferdinando Aulitto In basso da sinistra: Luca Aulitto e Gaetano Arcone

POZZUOLI – Restano in carcere Ferdinando Aulitto e i quattro componenti della sua banda arrestati il giorno di Natale per estorsione ai danni di un imprenditore di Pozzuoli. Questa mattina il Tribunale del Riesame di Napoli ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati dei cinque finiti in manette all’alba di Santo Stefano a Licola, Toiano e Monterusciello in seguito a un decreto di fermo emesso dal magistrato della DDA di Napoli, Gloria Sanseverino, per il reato di estorsione aggravato dalla modalità mafiosa. “Capellone” (soprannome storico di Aulitto senior) dopo 8 anni di carcere era tornato in auge nel quartiere di Monterusciello approfittando del “vuoto” lasciato dai recenti arresti. Appena 10 mesi trascorsi da sorvegliato speciale per poi finire di nuovo in manette, tradito dal “vizietto” che lo accomuna al suo storico capoclan Gennaro Longobardi: le estorsioni.

LA BANDA RESTA IN CARCERE – Insieme al 52enne restano quindi in carcere anche il figlio Luca, 28 anni, Raffaele Romano, Gennaro Cammino, 26 anni e suo cognato Gaetano Arcone, 32 anni, detto “Masaniello”, altro volto noto della camorra locale e nipote di Partorina Arcone, moglie di Salvatore Pagliuca RAS del Rione Toiano. Secondo l’accusa nella rete dei cinque, a vario titolo, erano finiti imprenditori, negozi, pescherie, venditori ambulanti e perfino i parcheggiatori abusivi. Vittime che, indistintamente, dovevano pagare il “pizzo” seguendo il modus operandi che per anni ha contraddistinto i clan Longobardi e Beneduce prima e i gruppi dei Ferro e Palumbo poi. Estorsioni che non si sono fermate nemmeno nel giorno di Natale.