POZZUOLI – Nuovi guai per Aldo Coiante, il puteolano che nonostante una assoluzione dall’accusa di essere stato la mente di alcuni attentati incendiari nei confronti di sale bingo del frusinate, si è visto respingere la domanda di risarcimento per ingiusta detenzione.

TRE GRADI DI GIUDIZIO  – Ora, per il 61enne è arrivata un’altra decisione della Corte di Cassazione che di fatto conferma la condanna in Appello per un altro reato, quello di ricettazione. I giudici della Suprema Corte hanno dunque respinto il ricorso contro quanto era stato stabilito in secondo grado nel 2017, dopo il  pronunciamento di primo grado risalente a quattro anni prima. Nelle scorse settimane l’uomo si era visto negare la richiesta di danni per essere stato detenuto nonostante la successiva assoluzione.

IL PRECEDENTE PROCESSO – Nei suoi confronti pendevano le accuse di crollo di costruzioni, danneggiamento, incendio, detenzione e porto di esplosivi. Le indagini della Squadra Mobile di Roma riguardavano una lunga striscia di attentati a sale bingo, settore nel quale Coiante era attivo dopo essersi trasferito da Pozzuoli nella capitale, avvenuti tra il 2004 ed il 2008. Come detto, nonostante l’assoluzione, il puteolano si era visto respingere un riconoscimento in denaro per l’applicazione della misura cautelare che gli era stata applicata. Secondo i giudici, il suo comportamento durante il processo non fu limpido. In altre parole mentì riguardo al periodo in cui era iniziata la conoscenza con una delle persone finite nella stessa inchiesta. Il tutto per fuorviare l’esatta ricostruzione dei fatti. Non solo nessun risarcimento, dunque, per Aldo Coiante per quella vicenda giudiziaria. Ora è arrivato anche il riconoscimento in terzo grado di giudizio della condanna per ricettazione.