POZZUOLI – Prosegue il servizio di ispezione dei Nas finalizzato a tutelare i consumatori su ciò che viene consumato sulle tavole di Napoli e della provincia. Le ultime verifiche hanno interessato una serie di locali dislocati sul territorio flegreo. A Pozzuoli, in via Montenuovo Licola Patria, presso un ristorante etnico, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Napoli hanno proceduto alla chiusura di un’area soppalcata interna al locale di circa 70 metri quadrati tecnicamente attrezzata per la somministrazione di alimenti e bevande. Nel corso degli accertamenti è stata riscontrata la mancanza del titolo autorizzativo. A Bacoli, in via Fusaro, i militari – nell’ambito della campagna nazionale di controlli sulla ristorazione veloce – hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di ristorazione veloce a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 10 chili circa di prodotti alimentari, tra cui pane e panini, salsiccia fresca asseritamente di carne suina, hamburgher di carne bovina, pizze farcite, riposti in parte allo stato sfuso ed in parte in involucri protettivi nelle apposite apparecchiature frigorifere, privi di qualsivoglia  indicazione atta a garantirne la loro rintracciabilità ed in ordine ai quali non è stata esibita documentazione in autocontrollo.

I CONTROLLI – A Pozzuoli, in via Lago d’Averno, i carabinieri del Nas di Napoli hanno eseguito una verifica igienico-sanitaria a carico di una struttura di ristorazione a conclusione della quale hanno proceduto a: impartire prescrizioni inerenti alle non conformità rilevate all’interno dei locali in cui viene esercitata l’attività di somministrazione e a sequestrare amministrativamente 60 chili di prodotti ittici e carnei privi di documentazione e indicazioni attestanti la loro rintracciabilità alimentare. Sempre a Pozzuoli, in via Artiaco, presso una rivendita di generi alimentari, i carabinieri del Nas di Napoli hanno proceduto al sequestro di un locale adibito a deposito alimentare, già sottoposto a chiusura amministrativa lo scorso primo febbraio, in occasione di pregressa ispezione perché abusivamente attivato e privo di minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali, accertando, a carico del legale responsabile l’inosservanza dell’inibizione ai fini lavorativi e produttivi dello stesso deposito.