La locandina de "I teatri del se"

ARTE E PSICOANALISI, due discipline che troppo spesso sono relegate ai margini di un sistema che sembra offrire spazi che non siano quelli già occupati. Negli ultimi tempi assistiamo, fortunatamente, ad un’inversione di rotta. Le associazioni culturali si sono moltiplicate e sempre più persone si rivolgono ai professionisti in campo psicologico, finalmente il tabù è stato rimosso e il concetto di salute psicofisica comincia ad essere sdoganato, rappresentando il perno per una vita serena. Teresa Perretta è una psicologa, psicoterapeuta con specializzazione in psicodramma, teatro terapeuta e attrice, ma ciò che penso al nostro incontro è che Teresa è innanzitutto una giovane donna che con tanti sacrifici porta avanti il suo progetto di vita seguendo una strada che non è certo la più spianata. Oggi, con i tempi che corrono, questo è senza dubbio un atto coraggioso, alimentato dalla sua forte passione e determinazione.

 Dott.ssa Perretta, come nasce il progetto “I teatri del sé?

Il progetto “I teatri del sè” nasce con l’obiettivo di divulgare il benessere e l’armonia tra mente e corpo attraverso lo Psicodramma Analitico, ottimo strumento per potenziare la creatività e la spontaneità.
Con il tempo il mondo è divenuto un posto che ci ha relegato a ruoli che non ci appartengono obbligandoci ad indossare delle maschere diverse per ogni occasione. “i teatri del sè” si propone come un ponte verso se stessi che aiuterà a modificare l’immagine che si ha di sé aprendo un mondo di alternative come strumenti per andare oltre.

Cosa s’intende per psicodramma analitico?

Lo Psicodramma Classico nasce nel 1921 per opera dello psichiatra rumeno Jacob Levi Moreno. Tale tecnica integra l’atto comportamentale a quello verbale e si basa sul trasformare in azione la propria vita passata e presente, i propri conflitti interni facendo leva sulla realtà di un avvenimento accaduto nella propria vita con l’ausilio di alcuni principi dell’arte scenica all’interno di un gruppo. La parola cela ciò che il nostro corpo vuole dire, cognitivizza emozioni; con la parola “parliamo” ma è con il corpo che “comunichiamo”.

Nel 1946,un gruppo di Psicanalisti Francesi, sviluppano il pensiero di Moreno sotto la prospettiva psicoanalitica, nasce così lo Psicodramma Analitico che diviene a tutti effetti una terapia psicoanalitica di gruppo.

Lei si è formata come psicoterapeuta ma anche come attrice, è importante precisare che questa tecnica è una metodologia di intervento accreditata. Lei unisce entrambe le sue competenze.

Si, è una tecnica tanto innovativa quanto diretta ed efficiente nel facilitare un cambiamento costruttivo nell’individuo e nel gruppo
Mettendo in scena i propri conflitti è possibile comprenderli rivivendoli emotivamente con la forza della realtà.
Il guardare a sé stessi da angolazioni differenti permette inoltre di modificare il modo abituale di percepire e rappresentare il mondo, cogliendo in questo modo piani diversi e più profondi della realtà partendo sia sa sé stessi che dal rapporto e confronto con gli altri membri del gruppo.
Grazie alle specifiche tecniche del metodo la persona può ristabilire un intreccio più armonico tra il mondo interiore e le richieste della realtà esterna; può sbloccare situazioni cristallizzate e trovare soluzioni ai problemi, valorizzando al massimo le proprie risorse di spontaneità e creatività realizzando un incontro autentico con gli altri.

La prima sessione dimostrativa di psicodramma analitico si è tenuta il 20 gennaio a Caserta, ci sono altri appuntamenti?

Il 3 Febbraio a Santa Maria Capua Vetere…ma in programma ci sono altri incontri e stiamo lavorando per organizzarne uno anche nell’area flegrea.

INFO  [email protected]

ANNA SORRIDI