Uno degli annunci apparsi su Internet

POZZUOLI –  Case popolari messe in vendita su internet. E a prezzi stracciati. Appena 27mila e 500 euro per un’abitazione di 3 camere con cucina, bagno, ampie balcone e posto auto. Succede anche questo a Monterusciello, ultima avanguardia del fenomeno di compravendita di case popolari appartenenti al patrimonio del comune di Pozzuoli.

ALLOGGI VENDUTI  a prezzi del tutto fuori mercato, ma “giustificati” da un importante particolare: chi acquista non diventa proprietario dell’immobile. Ma nonostante ciò il fenomeno esiste. Secondo dati ufficiosi forniti dal SUNIA infatti sarebbero ben 1200 le persone che sono subentrate nel corso degli anni agli inquilini ai quali erano state assegnate le 4900 abitazioni di proprietà dell’ente comunale.

POCHI POSSONO VENDERE – «Solo un centinaio di persone sarebbero in possesso del certificato di immediata proprietà e potrebbero vendere la casa assegnatagli dal comune all’epoca. Tutti gli altri no anche perché commetterebbero un reato e nessun notaio potrebbe avallare il contratto di vendita» spiega il dirigente del settore patrimonio Carmine Cossiga. Ma la storia racconta che dopo il bradisismo e la fuga dal centro storico di Pozzuoli il comune offrì abitazioni o indennizzo economico. Per 4900 puteolani la scelta ricadde sulla casa. Ma la conseguenza non fu appunto la diretta acquisizione del “titolo di proprietà”, ma un’indennità di occupazione mensile che in media si aggira oggi intorno ai 70-100 euro, nell’attesa delle assegnazioni definitive, che non sono ancora arrivate.

Case popolari a Monterusciello

PREZZI STRACCIATI – Parallelamente però è andata avanti nel corso degli anni la compravendita iniziata col passaparola e il  “face to face” fino ad arrivare al Web. E come detto, a prezzi del tutto irrisori rispetto al reale valore del “mattone”. Giusto per fare un paragone: un’abitazione della stessa quadratura nella zona delle cooperative di Monterusciello viene venduta oltre i 250mila euro mentre per le case popolari il valore dell’immobile si abbassa in maniera vertiginosa arrivando addirittura al 90%.Quindi case messe in vendita per poche decine di migliaia di euro.

IL FENOMENO  è assai diffuso nella città di Pozzuoli dove si registra anche un primato negativo: su tutto il territorio della Regione Campania il 10% di inquilini “abusivi” sarebbe proprio concentrato nel capoluogo flegreo. «Questo è un fenomeno di massa assai diffuso, chi cede illegalmente una casa del comune di Pozzuoli deve essere denunciato – afferma Gaetano Palumbo, segretario del SUNIA nella zona flegrea – Chi è senza titolo andrebbe sgomberato, ma capirete che per 1200 persone si tratterebbe di un caso eccezionale. Ma siccome ormai esistono, noi proponiamo una sanatoria. Si devono valutare i casi uno ad uno e fare una proposta di acquisto ovviamente con  mutui agevolati»

Gaetano Palumbo, segretario SUNIA

UNA MATASSA INTRICATA – Ma cosa succederebbe qualora il comune di Pozzuoli dovesse decidere di vendere le case? In teoria la proposta di acquisto dovrebbe essere fatta agli assegnatari “originali”, anche a quella parte che ha venduto, intascato soldi e preso residenza altrove, ma ai quali allo stesso tempo sarebbe riconosciuto il reato. E gli acquirenti? Rimarrebbero con un “pugno di mosche” in mano.«Sarebbe impensabile uno sgombero coatto per tanta gente. Anche perché ci sono persone che per 13 anni hanno pagato Tarsu, acqua e mica possono essere cacciate? Noi  ovviamente condanniamo il fenomeno ma di fronte al dato oggettivo a questo punto proponiamo una soluzione che salvaguardi chi ormai è dentro e il comune. Ma come si riuscito nel corso degli anni a subentrare ai legittimi assegnatari?»

IL “GIOCHETTO” –  sarebbe consentito anche grazie all’articolo 6 delle leggi regionali che recita  “Nella domanda e/o nell’assegnazione  subentrano i componenti di nuclei familiari, i cui titolari abbiano trasferito la propria residenza altrove o che abbiano di fatto abbandonato la conduzione dell’alloggio assegnato”. Quindi successione da padre a figlio ma anche da assegnatario a sconosciuto che quando sceglie di “comprare” effettua un cambio di residenza, trasferendolo presso quello dell’alloggio da “acquistare”. Che dopo un po’ verrà poi lasciato dall’assegnatario “originale”. Ma il fenomeno, ovviamente del tutto illegale, trova una “giustificazione” a detta del segretario del SUNIA  «In quanto i costi delle case sono lievitati vertiginosamente e le famiglie prese dalla disperazione accettano anche di rischiare attivando anche dei mutui pur di acquistare un’abitazione”.

LE COLPE – Palumbo e le varie associazioni di categoria a più riprese hanno chiesto «un censimento per capire chi c’è dentro queste case per poi regolarizzarle valutando una ad una tutte le situazioni delle 1200 famiglie. La cosa è anche prevista dalla legge regionale 18/97 che prevede l’anagrafe dell’utenza e del patrimonio abitativo ma che a Pozzuoli non è stata mai stilata. Perché se l’avessero fatta forse tutto questo non sarebbe successo». E  il comune di Pozzuoli non si sarebbe ritrovato a sciogliere una matassa così tanto intricata.

GENNARO DEL GIUDICE
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