POZZUOLI – I dodici anni di pena a cui è stato condannato non si toccano. Per Rosario Beneduce, rampollo della famiglia che per anni ha gestito il malaffare nell’area flegrea grazie al boss Gaetano, lo stop è arrivato dalla Cassazione. Nel giugno del 2016 la Corte di Appello di Napoli aveva rigettato l’istanza con la quale il 36enne aveva chiesto la rideterminazione della pena inflittagli tre anni prima in primo grado.

AGGRAVANTE MAFIOSA – I giudici avevano applicato l’aumento di un terzo grazie all’aggravante mafiosa al reato di spaccio di cui doveva rispondere. Un ulteriore aumento di un anno era arrivato grazie alla così detta recidiva obbligatoria, istituto poi soppresso da una decisione della Corte Costituzionale del 2015.

PRECEDENTI PER RAPINA E RISSA – Secondo i giudici dell’Appello, però, la recidiva era stata motivata in forza dei numerosi precedenti del figlio del boss, come rapina, rissa e falsa dichiarazione di identità. Oltre a ciò, al 36enne era stata applicata anche la misura della sorveglianza speciale per cinque anni. Inutile, dunque, il ricorso in Cassazione (ottobre 2018) per Rosario Beneduce.