POZZUOLI – Venuto dall’Europa per riportare l’Italia, ed in particolare le istanze del Sud, in Europa. Giosi Ferrandino, ex sindaco di Ischia, è candidato al Parlamento Europeo. Un ambiente che ben conosce essendo subentrato a Bruxelles da un anno a Gianni Pittella. Esponente del Partito Democratico, Ferrandino sta esprimendo chiaramente il suo programma elettorale in queste settimane di frenetica campagna: per una Europa più forte serve più unione d’intenti, più Sud e soprattutto più speranza. Speranza in un futuro migliore, ed accompagnare la realizzazione del futuro è l’obbligo che ha la politica.

Ferrandino candidato alle Europee. In un contesto dove spesso le istituzioni della comunità europea vengono percepite come distanti, cosa può davvero fare l’Europa per le nostre comunità? «L’Europa può fare tanto. Ci si è uniti per essere più forti e non più deboli e divisi come, purtroppo, qualcuno sta tentando di fare. In Europa ci andiamo per portare le istanze del nostro territorio, i problemi delle nostre comunità. Io sono un uomo del Sud e voglio continuare a battermi per il Sud, l’ho fatto da amministratore locale ora voglio continuare a farlo come membro del parlamento europeo perché è in Europa che si decide il nostro futuro».

Da ex sindaco, in cosa crede che l’Europa possa aiutare nel concreto le comunità locali? «Il motto sindaco per un giorno, sindaco per sempre l’ho sempre sposato. Mi sento ancora uno dei tanti amministratori locali di buona volontà. Oggi, chi amministra una città, un territorio, deve fare i conti con problematiche enormi a fronte di budget oserei dire ridicoli. E sotto questo punto di vista l’Europa può fare molto sia a livello di politica economica che di sviluppo. Senza dimenticare che ogni anno vengono distribuiti fondi importanti per rilanciare le comunità in maggiore difficoltà e che hanno necessità di investire in infrastrutture per rilanciarsi. So quanto è difficile intercettare i finanziamenti e spendere questi finanziamenti. Oggi ho l’opportunità di incidere da questo punto di vista e lo farò cercando di rendere meno farraginoso l’accesso ai fondi. Spesso passa il messaggio sbagliato che i fondi siano una sorta di benefit, ma a quei fondi contribuiscono i principali Paesi tra cui l’Italia. Sono soldi anche nostri, soldi che non devono essere spesi e basta. La ratio alla base è che le comunità beneficiare dei fondi possano domani non avere bisogno di alcun fondo, essere autosufficienti ed andare avanti con le proprie gambe. I fondi strutturali non servono di certo, per intenderci, a rifare un marciapiedi».

Ed a proposito di Pozzuoli, cosa ci dice? «Nella mia recente esperienza europea sono stato membro della commissione parlamentare che si occupa di turismo e trasporti. Conosco bene le problematiche che un Comune come quello di Pozzuoli deve fronteggiare. Sono però altresì consapevole dell’enorme potenziale che hanno le nostre terre e Pozzuoli nello specifico. La nostra è una ricchezza che è difficile tradurre in parole eppure non riusciamo a farla fruttare. L’Europa da questo punto di vista è determinante perché rappresenta un volano per i nostri territori».

Da come parla sembra crederci davvero nell’Europa… «Assolutamente. Io sono un convinto europeista ma anche consapevole che molte cose non vanno. Non ho il prosciutto davanti agli occhi. La stessa Merkel sembra finalmente essersi convinta, ad esempio, che le politiche di austerity hanno creato non pochi problemi ai Paesi membri e quindi è auspicabile in futuro una maggiore elasticità. Però, e lo ribadisco, l’Europa unita è una grande opportunità per tutti e con la vera Unione si può finalmente andare incontro ad un futuro luminoso».

*articolo sponsorizzato