POZZUOLI – “…E tu aspettami lì in alto sulla grande ruota, dove il mondo è solo un punto da lasciarsi dietro, prendimi per mano e disegniamo mille passi…”. Sulle note di “Pianeti”, la canzone preferita di Pierluigi e della fidanzata Carmen, la salma del poliziotto ucciso a Trieste ha fatto il suo ultimo viaggio tra palloncini bianchi a forma di cuore e un lungo applauso mentre le lacrime bagnavano i volti delle oltre mille persone che hanno affollato la chiesa “Sacra Famiglia” di Lago Patria. Tra questi i tanti poliziotti che sono stati prima i colleghi di papà Pasquale e poi di Pierluigi. E quelli della “Pozzuoli 11”, la volante che per quasi un anno è stata la sua.

LE PAROLE – “Pierluigi è caduto per affermare i valori della giustizia” ha detto nell’omelia il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che ha letto un passo del Vangelo II Matteo sulla “Fraternità” “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.” La messa è stata officiata insieme al Vescovo di Pozzuoli monsignor Gennaro Pascarella e al parroco Don Rocco Marra. Al termine della funzione il questore di Napoli rivolgendosi ai genitori di Pierluigi: “Dovete essere orgogliosi per il poliziotto e l’uomo che era, sempre solare, col sorriso e disponibile con tutti” poi rivolgendosi verso il feretro “Grazie di essere stato uno dei nostri e di aver indossato questa divisa”. La salma ha poi raggiunto il cimitero di Pozzuoli dove è stata tumultata in un loculo messo a disposizione dal comune.