POZZUOLI – «Vorrei ricordare al ministro dell’Interno Matteo Salvini, senza alcun tono polemico, che Pozzuoli è sempre stata un’isola felice rispetto a tante altre realtà in cui è nota la presenza della criminalità organizzata, e continua ad esserla anche grazie al lavoro svolto negli ultimi anni dalla magistratura e dalle forze dell’ordine che hanno spento sul nascere possibili focolai malavitosi con azioni puntuali ed efficaci. Pozzuoli è stata sempre una città di operai e pescatori, dedita al lavoro, e ancora oggi, con la riconversione economica e culturale in atto, continua ad essere una realtà sana e vivibile. Invito il vicepremier a venire a Pozzuoli in modo da potersi rendere conto di persona che in giro per la città non ci sono camorristi e che molto spesso quando si parla di città del Sud ci si lascia condizionare e fuorviare dai soliti cliché e luoghi comuni». A dirlo è il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, dopo aver letto la risposta del ministro Salvini a don Gennaro Pagano, direttore del Centro educativo della diocesi di Pozzuoli, che si era detto “indignato” nei confronti del vicepremier che «ringrazia Maria di Nazareth per l’approvazione di leggi che non incentivano il soccorso e l’aiuto ai deboli ma lo limitano, lo sanzionano, lo criminalizzano».

LA RISPOSTA DEL VICEPREMIER – Il parroco di Pozzuoli ha infatti attaccato il ministro dell’Interno, sottolineando che «la donna del Magnificat rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, ricolma di beni gli affamati, e rimanda a mani vuote i ricchi. La sua figura orienti tutti – dice don Pagano – su una via di giustizia, solidarietà e pace, illumini la stoltezza dei governanti fautori di una cultura di morte e di violenza, faccia sorgere numerose vocazioni di resistenza civile e non violenta e ispiri tanti cristiani a riprendere in mano il Vangelo del Signore che più e meglio di ogni altro scritto o messaggio ci rivela il significato autentico dell’essere discepoli di Gesù di Nazareth». La replica del ministro Salvini non si è fatta attendere. Il leader del Carroccio ha affermato, infatti, che la prevista assunzione dei nuovi funzionari di giustizia serve anche «a notificare le condanne definitive ai troppi delinquenti a spasso: tra loro ci sono anche dei camorristi che magari girano per Pozzuoli».