POZZUOLI – Dimissioni si, dimissioni no. Sembra essere questo lo sport alternativo in voga nell’apparato gestionale in casa granata. Oggi le rilascio, domani le ritiro o tutt’al più glisso l’argomento parlando di “intemperanze e di questioni personali”. Per la serie: mi dimetto sì, ma per finta. Ed è quello che sembra aver fatto il DS della Puteolana 1902 Massimo Cavaliere che una settimana fa aveva confermato al nostro giornale “dimissioni per il momento”, non smentite il martedì successivo al termine dell’incontro squadra-società-tifosi e nemmeno venerdì sera, alla vigilia della delicata partita di Mugnano, non rispondendo inspiegabilmente a chi gli chiedeva se “tutto fosse tornato alla normalità”. Nel post partita poi è arrivato un dietrofront che per l’ennesima volta, nel pieno di rispetto di quello che sembra essere diventato un “marchio di fabbrica” nella comunicazione della società, dice e non dice, creando ulteriore “confusione comunicativa”.

LE PAROLE – «La mia posizione penso sia chiara. -ha detto al termine della partita il DS Cavaliere che da dimissionario è stato fisicamente tutti i giorni accanto alla squadra- Fin quando me lo permettono e fin quando mi fanno portare avanti questo progetto io ci sarò sempre. E poi specialmente nei momenti di difficoltà io non…per carattere io non sono abituato a mollare, anzi. Quindi io continuo il mio lavoro iniziato a marzo scorso con la Puteolana e spero di portarlo a termine nel migliore dei modi. Fermo restando che nel calcio è pieno di….se non mi mandano via, se non mi mettono in condizione di andare via. Quindi a prescindere di qualche mia intemperanza come domenica scorsa con il Presidente ma era un fatto personale non un fatto legato al calcio giocato. Tutto subito rientrato. Poi in una settimana di difficoltà come questa, ho ritenuto opportuno farmi avanti come è mio modo di essere ed assumermi le mie responsabilità del momento perché è giusto che sia così.» Nel frattempo i dimissionari in casa granata da inizio hanno sono ben quattro: due dirigenti, l’allenatore e perfino il presidente; una lista che mortifica certamente una gestione sana dell’apparato sportivo granata e che i tifosi si augurano che possa interrompersi.