La città sommersa di Baia

BACOLI – Un nuovo tesoro emerge dalle acque del parco sommerso di Baia. Pochi giorni fa gli uomini della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli, della sede distaccata del Castello di Baia, hanno rinvenuto, sui fondali, un reperto marmoreo. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di una statua rotta in due punti e quindi divisa in tre tronconi, di cui non è possibile stabilire con certezza né il soggetto, né a che età risalga. Attorno al ritrovamento c’è ancora molto riserbo e cautela da parte delle autorità, in quanto si è solo nelle fasi iniziali del lavoro di recupero del reperto, che deve essere asportato dal sito e analizzato dagli esperti. Bisognerà, dunque, aspettare qualche giorno prima di avere tutti i dettagli dell’operazione che ha portato alla scoperta e per scoprire “i segreti” della statua.

UN TERRITORIO RICCO – Quel che è certo è che questo ritrovamento è solo l’ennesima conferma di quanto il nostro territorio abbia da offrire al mondo della cultura, della memoria, dell’archeologia; un patrimonio e una risorsa che appaiono quasi illimitati, se si pensa non solo all’inestimabile valore storico e al notevole stato di conservazione di Baia sommersa, con i suoi mosaici, i resti di affreschi, piante architettoniche di antiche ville e tracciati stradali posti a circa 5 m di profondità, ma anche a tutti i reperti archeologici (sculture, anfore, oggetti di vita quotidiana) rinvenuti negli anni ed esposti nei musei d’Europa. La statua ritrovata questo venerdì è, certamente, un altro pezzo pregiato del tesoro che il nostro mare ci restituisce oggi e che, forse, avrà nuove e grandi cose da dirci sul nostro antico passato. Ma in ogni caso, non sarà l’ultimo.

MANUELA L. CUCCURESE