BACOLI – L’amianto può uccidere. Ed è questa la paura di chi vive a Cuma. Nei giorni scorsi i residenti hanno segnalato la presenza di amianto in via Spiagge Romane. A raccogliere il loro grido d’allarme pure il gruppo di Fratelli d’Italia di Bacoli: «Se si tratta di amianto si provveda immediatamente alla messa in sicurezza e si indaghi sul responsabile di questo disastro». Il materiale killer spunterebbe da un muretto stradale. L’eternit, prima adoperato per la realizzazione di tantissimi edifici, continua a minacciare la salute dei residenti di alcune frazioni flegree. Pur essendo passati 22 anni dalla legge 257 del 1992 che ne vieta l’utilizzo, la fibra-killer miete ancora vittime dappertutto. Combinato con il cemento degli edifici pubblici e privati, l’amianto costituisce, infatti, un pericolo serio per la popolazione.

I DATI – Secondo le stime di Legambiente sono migliaia le persone che muoiono ogni anno a causa di patologie derivate dall’esposizione all’amianto: il rischio è moltiplicato in alcuni territori, in siti industriali dismessi, cave di minerali che lo contengono, alcune delle quali ancora in funzione, o in relazione a coloro che vi sono esposti per contatto: si pensi ad alcune categorie di lavoratori e ai bambini che frequentano scuole con presenza di manufatti in amianto. Il materiale, usato per la realizzazione di lastre onduline per tetti, è ancora presente in alcuni centri. Un minerale pericoloso ed estremamente nocivo all’uomo in quanto provoca tumori e malattie croniche all’apparato respiratorio.