Josi Gerardo Della Ragione

BACOLI – In vista delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio abbiamo intervistato i candidati alla carica di primo cittadino di Bacoli per conoscere meglio i loro progetti per la città ed analizzare alcuni punti del programma elettorale. Apriamo la nostra rubrica con Josi Gerardo Della Ragione, ex fascia tricolore di Bacoli e attualmente candidato alla carica di sindaco con la coalizione “Assieme”. Una squadra composta dall’associazione “Freebacoli”, dal laboratorio civico “Diamo a Bacoli” e dalla lista civica  “Città Flegrea”.

Perché ha scelto di candidarsi come sindaco di Bacoli?
Sono dieci anni che lotto per il territorio, prima come attivista e poi dopo aver indossato le vesti di consigliere comunale e di sindaco. Oggi non desidero altro che continuare ciò che si stava facendo di buono nel periodo 2015-2016. Il mio auspicio è riuscire a dimostrare che la politica dal basso e le nuove forze possano cambiare la città. Si fa tesoro di qualche errore commesso in passato e di tutta l’esperienza maturata negli anni per costruire il futuro: credo sia il giusto mix per fare bene. Le nuove generazioni devono caricarsi sulle spalle i vecchi fallimenti e dimostrare che si può lasciare a chi verrà un futuro migliore. Lamentarsi non porta a niente, dopo 10 anni si continua a lottare per una maggiore concretezza.

Che tipo di squadra la affianca?
Abbiamo costruito una coalizione composta da tre liste civiche, espressioni di candidature e riferimenti territoriali: “Freebacoli”, fondata 10 anni fa; “Diamo a Bacoli”, operativa da qualche anno con laboratori e attività e “Città flegrea”, composta da tanti cittadini che hanno voluto far parte di questa compagine. Il nostro slogan è “Assieme” perché vogliamo unire movimenti civici territoriali, giovani che credono nel cambiamento e cittadinanza attiva. Bisogna mettersi alle spalle la politica del passato a favore di una politica fondata su critica, proposte e concretezza. Oltre al dissesto finanziario dobbiamo provare a far fronte soprattutto a quello sociale: la comunità bacolese è vittima di un’apatia incredibile.

In caso di vittoria quali sono i primi progetti da realizzare?
Il primo progetto sarà quello di mettere in campo ed istituzionalizzare una struttura di partecipazione. Vogliamo creare già nei primi 100 giorni di amministrazione i comitati di quartiere: i cittadini potranno farsi promotori di segnalazioni per il ritorno alla normalità e avanzare proposte. Lo stiamo già facendo in campagna elettorale e continueremo anche dopo. Ogni assessore sarà supportato da un gruppo di lavoro composto da cittadini. Questa sinergia tra residenti ed istituzioni è fondamentale: bisogna unire le forze; se si resta divisi si sprofonda. Democrazia dal basso, ritorno alla normalità, manutenzione ordinaria e continuità amministrativa: questi i nostri progetti.

Quali sono gli interventi necessari perché Bacoli diventi realmente una città turistica?
Il primo passo è rientrare dal dissesto economico e finanziario facendo pagare i tributi locali a chi non lo fa. Bacoli non è il paese dei balocchi; adotteremo il pugno di ferro contro quella parte insana dell’imprenditoria che ha debiti verso il Comune. Il nostro obiettivo è abbassare le tasse per tendere una mano alle piccole e medie imprese e alle famiglie. Sul fronte dei trasporti dobbiamo incentivare i collegamenti via mare e aprire siti archeologici. Urge una rete tra ristoranti, b&b e negozi in modo da risollevare l’economica locale. Il marchio “Campi Flegrei” deve competere con Sorrento, Napoli centro e Pompei.

Perché gli elettori dovrebbero barrare il suo nome sulla scheda elettorale?
Siamo l’unica novità di questa campagna elettorale. Siamo giovani che riconoscono ciò che non ha funzionato in passato e che puntano su ciò che è stato fatto in quegli 11 mesi di amministrazione per cambiare il territorio. In quel periodo abbiamo dimostrato di essere in grado di organizzare grandi eventi a costo zero e di riuscire a promuovere un turismo di qualità. Votare la nostra coalizione significa chiudere le porte ad un passato che ha fatto sprofondare Bacoli nel dissesto e avviare un progetto di crescita per un turismo stanziale e non più “mordi e fuggi”.

Come vede Bacoli tra cinque anni?
Immagino una città che sia riuscita a rialzarsi dal dissesto; una realtà viva e capace di non far scappare i suoi giovani ma in grado perfino di far rientrare qualche concittadino costretto in passato ad emigrare. In cinque anni non si può certo vincere una sfida ma si può iniziare a combattere.