Il presidio all'abitazione nei pressi della stazione di Torregaveta (foto Gustavo Scotto)

BACOLI –   È stata una giornata carica di tensioni quella vissuta a Bacoli in località Torregaveta, dove ieri mattina era previsto l’abbattimento di due manufatti abusivi. Le tre famiglie interessate ( in totale 14 persone) ricevendo la solidarietà dei vicini hanno opposto resistenza, impedendo alle forze di polizia di procedere allo sgombero coatto. Circa 200 persone dalle prime ore del mattino e fino al tardo pomeriggio hanno tentato di ostacolare le operazioni di sgombero dalle due abitazioni che distano a circa 700 metri l’una dall’altra.

TENSIONE –  Non sono mancati momenti di tensione prima in mattinata quando un 41enne proprietario di uno delle abitazioni da abbattere ha minacciato di darsi fuoco; poi nel pomeriggio quando le stesse scene si sono sul tetto dell’altra abitazione sul quale capofamiglia era salito dopo essersi cosparso di benzina.

L’IMPEGNO –  Per trovare una risoluzione al problema sociale legato all’abbattimento della prima casa martedì al comune di Bacoli si era tenuta una conferenza dei capigruppo allargata a tutti i consiglieri comunali durante la quale oltre a discutere della problematica abbattimenti, è stato redatto un documento a firma di tutti i consiglieri presenti (approfondimento nell’articolo accanto). E durante la giornata lo stesso sindaco di Bacoli Ermanno Schiano insieme al segretario generale è stato impegnato nel tentativo di scongiurare il traumatico abbattimento coatto delle strutture anche dando seguito a quanto contenuto nella missiva inviata a Governo, Procura, Questura, e Prefetto.

Residenti sul tetto dell'altra abitazione da abbattere (foto Gustavo Scotto)

DALL’ALBA –  Una giornata iniziata prestissimo, intorno alle 4 quando carabinieri e polizia sono giusti sul posto. I primi hanno presidiato l’abitazione di via Apicio; i secondi quella nei pressi della stazione di Torregaveta, all’interno della quale vivono 9 persone e tra questi una ragazza di 17 anni diversamente abile intorno alla quale tutti hanno fatto scudo affinchè non venisse allontanata dalla propria abitazione. Massiccia la presenza di forze dell’ordine, quasi un centinaio tra carabinieri e poliziotti che fin dalle prime ore del mattino si sono alternati presidiando l’intera zona tra Fusaro e Torregaveta dove diverse strade di accesso alle abitazioni da demolire sono state chiuse. .Ma oltre a qualche momento di tensione, non si sono registrate grosse difficoltà di ordine pubblico e la situazione è stata perennemente tenuta sotto controllo da carabinieri e polizia presenti sul posto.

L'interno di una delle due abitazioni da abbattere

SGOMBERI –  Dopo un tam tam durato quasi 12 ore le forze di polizia hanno potuto procedere allo sgombero delle prime due famiglie, in tutto nove persone, avvenuto in maniera spontanea, solo nel primo pomeriggio con la sottoscrizione di una istanza di autodemolizione da parte dei proprietari delle costruzioni abusive. Stessa cosa che avveniva in serata anche dall’altra parte, dove nel contempo è stata organizzata una nuova manifestazione di protesta della terza famiglia, composta da quattro persone, con il capofamiglia che si è recato sul tetto minacciando di cospargersi di benzina.

ABBATTIMENTI –  Le ingiunzioni di demolizione erano state emesse dalla Procura Generale della Repubblica nei confronti di 2 manufatti siti in via Papinio Stazio 73 nei pressi della stazione di Torregaveta e al civico 10 di via Apicio, a 700 metri di distanza l’uno dall’altro. Nel primo edificio, composto da due abitazioni, vivono due famiglie. Le case da abbattere sono procedimenti R.E.S.A. già passate in giudicato. I due manufatti devono essere abbattuti su sentenza del tribunale di Napoli in quanto il condono non è stato accettato.

POMERIGGIO –  Nuovi momenti di tensione con intervento anche delle autorità amministrative locali per superare l’impasse. Solo in serata lo sblocco della situazione con la sottoscrizione di una istanza di autodemolizione da parte dei proprietari delle costruzioni abusive che dovrà essere presentata domani in Procura. In virtù della quale, dopo aver sgomberato tutte le abitazioni, i due manufatti, in tutto tre appartamenti, saranno abbattuti in proprio dagli stessi proprietari nel giro di trenta giorni.  Le famiglie intanto hanno trovato alloggio presso il residence Lido Giardino a Lucrino messo a disposizione  dal comune di Bacoli.

REDAZIONE